COSA-FARE-QUANDO-ci-è-un-corpo-estraneo-nel-nostro-organismo

Corpi estranei nel nostro organismo

CORPI ESTRANEI – CHE FARE?

NELLE VIE RESPIRATORIE

La deglutizione di piccoli oggetti non richiede nessun trattamento speciale. Basta aspettarne l’evacuazione. Se si tratta di oggetti più grossi, oppure di oggetti appuntiti è necessario l’intervento del medico. L’inalazione di oggetti nelle vie respiratorie richiede un trattamento specifico ed immediato solo se l’oggetto è grosso e ostruisce le vie respiratorie. In questo caso occorre togliere immediatamente l’oggetto stesso. Si può far stendere il paziente e cercare di toglierlo con le dita, oppure, stando alle spalle del soggetto, comprimere rapidamente la base del torace tre o quattro volte così da provocare una violenta fuoriuscita dell’aria. Se l’infortunato ha perso i sensi metterlo supino e comprimere sulla parte superiore dell’addome.

NELL’OCCHIO

In genere l’aumentata secrezione lacrimale è sufficiente ad eliminare il corpo estraneo. Se ciò non avvenisse, si può stirare la palpebra verso il basso e verso l’alto: individuato il corpo estraneo si può intervenire con l’angolo pulito e umido di un fazzoletto o una garza, mai comunque con un oggetto rigido.

Se il corpo estraneo è conficcato nel corpo
oculare recarsi immediatamente al più vicino
pronto soccorso senza tentare alcun intervento.

NELL’ORECCHIO

E’ sufficiente lasciar colare qualche goccia d’olio d’oliva o simile nell’orecchio interessato. Piegando poi il capo dal lato opposto, l’olio uscirà trascinando con sè l’oggetto. In caso contrario, recatevi al pronto soccorso. Non tentate mai comunque di estrarre l’oggetto con pinzette o simili.

NEL NASO

Anche qui, occorre assolutamente evitare l’intervento, con qualunque tipo di oggetto. Cercate di far starnutire il paziente e di soffiare con forza il naso. Altrimenti ricorrete al pronto soccorso.

I sintomi di una eventuale deglutizione di oggetti sono la mancanza di respiro e la colorazione cianotica. Tentate di togliere il corpo estraneo direttamente con le dita, dopo aver fatto sdraiare il soggetto, Se questo sistema non funziona, girate alle spalle dell’infortunato e cingetelo con le braccia alla base del torace (vedi illustrazione 1). Comprimete rapidamente e con forza per 3 – 4 volte, in modo da provocare una violenta emissione d’aria.

Se la persona è svenuta, sdraiatela supina comprimete la parte superiore dell’addome con le mani serrate a pugno.

Se si tratta di un bambino, capovolgetelo e date dei colpetti fra le scapole con il palmo della mano.

Se tutte queste operazioni si rivelassero insufficienti, in attesa dei soccorsi praticate costantemente la respirazione bocca-bocca. Se è un bambino, metterlo a testa in giù prendendolo per i piedi e vibrare piccoli colpi tra le scapole con il palmo della mano aperta.

Se malgrado tutto ciò non si ottengono risultati, praticare la respirazione bocca-bocca in attesa del ricovero.

congelamento-che-fare

Congelamento

CONGELAMENTO

Le chiazze da congelamento colpiscono soprattutto le parti scoperte: orecchie, naso e dita che si induriscono come se fossero pietrificati; nei casi gravi il congelamento può interessare anche le braccia e le gambe.

Subito prima del congelamento, la pelle può apparire arrossata, ma con il procedere del congelamento la pelle diventa bianca o grigio-giallastra.

Il soccorritore deve:

allentare immediatamente tutto ciò che può rallentare la circolazione del sangue coprire la parte congelata con le mani calde, con indumenti asciutti o coperte 

non strofinare gli arti gelati 

portare la persona colpita in un luogo chiuso quanto prima e immergere la parte congelata in acqua tiepida (non usare acqua bollente) non applicare borse d’acqua calda e non avvicinare il paziente a fonti di calore (un calore eccessivo danneggia i tessuti) 

dare bevande calde (non alcoliche)

Quando il paziente si è riscaldato, esortarlo a muovere le parti colpite. Se occorre, medicare con garze sterili.

Attenzione ai colpi di sole e di calore

COLPO DI SOLE

Il colpo di sole è causato dall’azione diretta del sole sul capo nudo.

I sintomi principali sono:

temperatura elevatissima

forte dolore al capo – stanchezza – assenza o cessazione della sudorazione arrossamento della faccia – cute secca -aumento della frequenza del polso

vomito, convulsioni delirio (solo in casi gravi) fotofobia (al paziente dà fastidio la luce) Per aiutare il malcapitato è necessario abbassare la temperatura corporea immergendolo in acqua fredda (non ghiacciata), fino a farla scendere.

Il soggetto colpito deve stare in ambiente fresco con una borsa di ghiaccio in testa. E consigliabile il ricovero in ospedale.

Un colpo di calore può verificarsi anche solamente in seguito ad uno sforzo fisico in ambiente surriscaldato per persone non particolarmente allenate.

I sintomi sono una sudorazione eccessiva, vertigini, tachicardia, pallore, mentre la temperatura corporea rimane normale.

In questo caso tenete il soggetto in un luogo fresco o almeno all’ombra con i piedi più in alto rispetto al resto del corpo, dandogli da bere dell’acqua.

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Collasso causato dall’assunzione di droga

COLLASSO DA DROGA

Questo è purtroppo un caso sempre più frequente.

I sintomi sono: difficoltà di respirazione, perdita di coscienza, colorito cianotico, miosi, ipotensione, bradicardia, diminuzione della temperatura corporea.

La prima operazione da fare assolutamente è accertarsi se la persona respira.

Se non respira occorre iniziare immediatamente la respirazione bocca-bocca.

Se anche il battito della carotide è assente bisogna praticare anche il massaggio cardiaco.

Anche se la vittima del collasso sta respirando e ha le pulsazioni cardiache, bisogna controllare che non sia in stato cianotico.

Ciò è dovuto ad un insufficiente assorbimento di ossigeno nel sangue. In questo caso bisogna somministrare ossigeno.

Se il soggetto non ha nessuna reazione a uno stimolo doloroso significa che è in corna profondo e occorre l’immediato ricovero in ospedale.

Se invece reagisce in qualche modo ai dolore (gemiti o tentativi di tirarsi indietro) bisognerebbe tentare di sollevarlo con prudenza, osservando ogni segno di peggioramento delle sue condizioni. Bisognerebbe sapere poi che tipo di droga ha preso la vittima: ciò può aiutare molto il lavoro del medico.

É necessario ricordare poi che c’è il grosso rischio che il soggetto vomiti e poi inali nei polmoni una parte di liquido.

Questa aspirazione è estremamente pericolosa perché i liquidi contenuti nello stomaco sono molto dannosi per il tessuto dei polmoni, e il risultato di solito è una “polmonite chimica”.

Accertarsi quindi che la testa del soggetto sia sempre reclinata da un lato e che la bocca e le vie respiratorie siano sempre libere.

Che fare in caso di avvelenamento?

Quando senti male perchè hai assunto sostanze velenose

L’AVVELENAMENTO

Gli avvelenamenti possono avvenire per inalazione (gas o vapori tossici), per ingestione (sostanze chimiche), per contatto (veleni o piante). Ognuna di queste evenienze richiede un trattamento adeguato. AVVELENAMENTO DA INALAZIONE (es. gas da cucina). Per prima cosa assicurarsi di non respirare lo stesso gas per non diventare vittime a nostra volta. Trattenere il respiro e aerare immediatamente il locale, oppure trascinare l’infortunato all’aria aperta. In attesa dell’ambulanza, praticare la respirazione bocca-bocca.

AVVELENAMENTO DA INGESTIONE

Facilmente riconoscibile per i seguenti sintomi: vomito, diarrea, pallore, dolori addominali. Per prima cosa cercare di provocare il vomito, specialmente negli avvelenamenti da funghi o da farmaci. Se l’avvelenamento è da acido o sostanze simili, non somministrare acqua, ma latte o bianco d’uovo, e non provocare il vomito.

AVVELENAMENTO DA CONTATTO DI PIANTE O VELENI

È il più riconoscibile perché le manifestazioni sono cutanee.

Lavare la zona contaminata, arrossata o gonfia. Se il paziente è cosciente farlo bere in abbondanza; se è incosciente, procedere con tecniche di rianimazione.

Ricordate che una stanza carica di gas può esplodere alla minima scintilla: quindi non accendete luci, non suonate campanelli, non entrate fumando ed evitate di provocare scintille. Portate immediatamente il soggetto lontano dall’ambiente inquinato. Se la vittima è priva di sensi, usate la presa così detta del “pompiere”. Prendetelo sotto le ascelle e trascinatelo: è un sistema che permette anche a delle persone relativamente poco robuste di trasportare persone di peso considerevole.

Assideramento

Quando senti il corpo ghiacciarsi sei in assideramento

CHE FARE SE TI VIENE L’ASSIDERAMENTO?

FREDDO POLARE ADDOSSO – ASSIDERAMENTO

L’assideramento è la prolungata esposizione al freddo. I sintomi sono: intorpidimento, sonnolenza, barcollamento, diminuzione della vista, perdita di coscienza.

Il soccorritore deve:

portare il paziente in un luogo caldo
avvolgerlo in coperte o immergerlo in una vasca da bagno contenente acqua non molto calda
una volta riscaldato, asciugarlo accuratamente e coprirlo con coperte di lana
dargli da bere bevande calde e zuccherate, non alcoliche
Badare che non si arresti il respiro e, se necessario, eseguire la respirazione bocca a bocca.

Ascessi

Ascesso aia che dolore… guida al pronto intervento in caso di ascessi…

CHE FARE SE TI VIENE UN ASCESSO

Gli ascessi sono raccolte di pus, di solito prodotte in seguito ad infezioni batteriche, in tessuti, organi o spazi delimitati. Si manifestano con dolore della zona interessata, gonfiore e leggera febbre, calore ed arrossamento della sede colpita.

I microrganismi che provocano un ascesso possono penetrare nel tessuto: per impatto diretto (es. trauma penetrante con un oggetto infetto), per diffusione da una infezione contigua e già attiva, per disseminazione per via linfatica o ematica da una sede distante.

La guarigione di un ascesso richiede di solito la rimozione del suo contenuto, poiché questo può provocare ulteriore infiammazione.

Il drenaggio può aversi: spontaneamente per rottura dell’ascesso nei tessuti adiacenti o all’esterno del corpo o per intervento chirurgico.

Nella stragrande maggioranza dei casi l’ascesso dentario si cura con antibiotici  e antifiammatori.

Cosa fare quando si ha un arresto respiratorio

Cos’è l’arresto respiratorio?

L’arresto respiratorio può essere causato da ostruzione delle vie aeree o da depressione del respiro, oppure può essere secondario ad arresto cardiaco. La mancanza di ossigeno al cervello per più di 4 minuti provoca danni irreversibili e la morte. I segni dell’arresto respiratorio sono:

assenza dei movimenti della gabbia toracica e/o dell’addome
immobilità del pomo d’Adamo
mancanza dei movimenti d’aria presso la bocca e le narici
colorito cianotico delle labbra e delle unghie (fatta eccezione per l’avvelenamento da CO).
Le più frequenti cause dell’arresto respiratorio sono:

ostruzione totale delle vie aeree
annegamento – strangolamento
asfissia
lesioni dei centri nervosi che comandano la respirazione
ferite penetranti della parete toracica -schiacciamento della gabbia toracica
fratture in più punti delle costole o dello sterno
pneumotorace – edema polmonare – shock profondo – avvelenamento da CO -tamponamento cardiaco – emorragia grave

RESPIRAZIONE BOCCA A BOCCA

Dopo essersi assicurati che le vie aeree sono libere, iniziare immediatamente la respirazione artificiale bocca-bocca. Il soggetto deve essere disteso supino su una superficie rigida.

Si pone una mano sotto il collo del paziente in modo da porre la testa in iperestensione con la mandibola stirata verso l’alto.

Quindi chiudere con il pollice e l’indice della mano rimasta libera il naso e con una leggera trazione fargli aprire la bocca. Dopo una profonda inspirazione, appoggiare la bocca su quella dell’infortunato e soffiare dentro con forza ma senza violenza, controllando a vista l’espansione del torace. Inspirare nuovamente lontano dalla bocca dell’infortunato, per evitare di respirare l’aria espirata dallo stesso, e soffiare nella bocca del paziente, mantenendo le mani nella posizione sopra descritta.

Ripetere la manovra al ritmo di 16-20 volte al minuto fino alla ripresa del respiro spontaneo.

Ricordate che bastano tre minuti di mancata ossigenazione del cervello per provocare danni irreparabili.

Nel caso dobbiate praticare la respirazione bocca-bocca ad un bambino, ricordate alcune regole: la testa non deve essere piegata molto all’indietro, il naso non deve essere chiuso, bensì bisogna soffiare contemporaneamente sia nella bocca che nel naso del piccolo paziente.

Anche il ritmo deve essere più lento (un soffio ogni 2-3 secondi). Infine il soffio sia più delicato.

Come aiutare in caso di annegamento

Massaggio cardiaco per scongiurare danni da annegamento!!

ANNEGAMENTO L’IMPORTANZA DEL MASSAGGIO CARDIACO

Ogni anno si verificano in Italia numerosi casi di annegamento in mare, spesso originati più che da fatalità, da spavalderia o mancato rispetto di alcune elementari norme di prudenza e di buon senso.

Nel tentare di riportare a terra una persona in pericolo è bene ricordare che c’è sempre il rischio che sia presa dal panico e trascini sott’acqua il soccorritore; se possibile, quindi, è meglio allungargli qualcosa a cui possa aggrapparsi (bastone, remo, canna da pesca) e issarla a riva.

Nel caso si sia costretti ad avvicinarsi alla persona in pericolo, raggiungerla alle spalle, evitando in tal modo che possa avvinghiarvi e mettervi in difficoltà; afferratela saldamente sottò il mento, oppure con un braccio sotto le ascelle e trascinatela a riva, parlandogli e rassicurandola in modo che non si agiti troppo; per bloccare una eventuale manifestazione isterica può bastare uno schiaffo.

Giunti a terra, se la respirazione è cessata o è indebolita, praticare senza indugio la respirazione bocca a bocca.

MASSAGGIO CARDIACO

Ricordate che un massaggio cardiaco mal eseguito risulta più dannoso che utile. Per esempio in caso di trauma toracico, vi è pericolo che frammenti di ossa possano penetrare nella pleure o addirittura nel cuore stesso. Quando si è assolutamente sicuri dell’arresto del cuore, bisogna immediatamente iniziare a praticare il massaggio cardiaco. Appoggiate sullo sterno dalla parte del cuore il palmo della mano sinistra quindi sovrapponete ad esso il palmo dell’altra mano.

Il soggetto dovrà essere appoggiato su una superficie dura, altrimenti la compressione viene assorbita e perde di efficacia.

Mantenendo le braccia rigide, date 8-10 compressioni ritmiche e decise, premendo lo sterno e dando così modo al cuore di riprendere il suo funzionamento. Il massaggio cardiaco, per risultare efficace, deve essere praticato contemporaneamente alla respirazione bocca-bocca.

Quindi la cosa migliore è che i soccorritori siano almeno due.

Invece se il soccorritore è solo, dovrà alternare il massaggio con la respirazione: ogni 10-15 compressioni praticate 2 o 3 inspirazioni nella bocca dell’infortunato. Non aspettatevi risultati immediati, insistete in attesa dell’arrivo dell’ambulanza, controllando nel frattempo anche il ritmo del polso. 

massaggio-respiratorio

  • Nei bambini il ritmo del massaggio sarà leggermente superiore e la forza di compressione sarà inferiore.

    Se si tratta di un neonato, la compressione va praticata con le sole 2 dita delle mani (indice e medio) data l’estrema fragilità delle ossa. Ricordate che per i neonati la respirazione bocca-bocca si attua soffiando aria contemporaneamente nel naso e nella bocca.