No alla chiusura dei pronto soccorsi pubblici

Il Pronto Soccorso sono sempre stati un fiore all’occhiello della nostra sanità pubblica ma ora sono al collasso:vengono richiamati in servizio medici in pensione, si reclutano medici stranieri in convenzione. Ma non è con queste toppe che si può migliorare il destino dei nostri ospedali. Unisciti a questo appello degli studenti dei corsi di Medicina che chiedono azioni concrete al Ministero della Salute per salvare e potenziare i nostri ospedali.

https://www.change.org/p/salviamo-i-pronto-soccorso-giuliagrillom5s-bussetti-marco/

Sei perseguitato dalle allergie?

Soffri di Allergia?

Le malattie allergiche sono prodotte da sostanze di varia natura, dette allergeni: pollini, contatto con animali, fieno, polveri domestiche, dell’ambiente di lavoro, etc. Le più importanti malattie allergiche sono le seguenti:

MALATTIA DA SIERO
ASMA BRONCHIALE
ECZEMA
ALLERGOSI ALIMENTARE
ORTICARIA
PUNTURE DI INSETTI
FEBBRE DA FIENO

Le manifestazioni possono variare dal semplice prurito, al gonfiore delle mucose con difficoltà respiratorie fino allo shock anafilattico dovuto alla somministrazione di farmaci.

La terapia migliore consiste nell’evitare ed eliminare l’allergene.

La terapia in genere è sintomatologica. In ogni caso è utile la somministrazione per via orale di antistaminici e l’applicazione di pomate antiallergiche e di impacchi freddi nelle forme cutanee.

Nelle allergosi alimentari (oltre naturalmente all’eliminazione delle sostanze allergene) è utile la somministrazione di vitamina PP.

Nelle forme respiratorie, occorre cercare di mantenere libere le vie respiratorie. In caso di shock anafilattico si ha perdita di coscienza e caduta della pressione arteriosa: occorrerà quindi somministrare analettici cardiorespiratori.

A parte i casi leggeri di orticaria, è comunque sempre necessario l’intervento del medico.

Asma e rimedi

Asma Bronchiale colpisce tanti italiani e bambini

CHE FARE SE TI VIENE L’ASMA?

L’asma bronchiale è una ostruzione reversibile delle vie aeree.

E’ caratterizzata dall’insufficiente ventilazione polmonare causata da una diffusa ostruzione bronchiale.

I sintomi sono: respirazione difficoltosa, tosse, respiro corto, fischiante, rumoroso; gli occhi sono spalancati e lucidi, l’aspetto è gravemente sofferente.

Il paziente di solito sa riconoscere le sue crisi asmatiche perché possono ripetersi stagionalmente o a seguito di contatto con sostanze a cui è già allergico.

Gli accessi di asma possono dipendere da molti fattori: fumo, vapori irritanti, cambiamenti di temperatura e di umidità, stress emotivi, sforzi fisici, infezioni respiratorie virali, l’esposizione ad allergeni specifici.

Innanzi tutto occorre tranquillizzare il paziente e fargli assumere una posizione seduta con il busto eretto ed i gomiti appoggiati al tavolo, in modo da facilitare la respirazione.

Nei casi più gravi occorrerà praticare la respirazione bocca-bocca.

Attualmente in commercio esistono delle bombolette spray bronco dilatatorie di sicura efficacia.

Molto utile sarebbe la somministrazione di ossigeno.

Morsi di animali e punture di insetti

Morsi di Vipera, Gatti, Conigli, Cani

E’ innanzitutto necessario distinguere il morso di un animale da un altro.

Se si tratta di gatti, conigli o altri animali del genere è sufficiente detergere la ferita con acqua e sapone, disinfettare con acqua ossigenata e quindi coprire con garza sterile. Se il morso è stato dato da un cane e se è possibile rintracciare il proprietario chiedere se l’animale è stato vaccinato contro la rabbia. In ogni caso, è opportuno recarsi in un am-bulatorio e farsi praticare la profilassi antitetanica e, se occorre, antirabbica.
Il caso è più grave se il morso è di vipera o di serpente.

Innanzitutto bisogna rendersi conto se il rettile era velenoso.

Nel caso di vipera velenosa occorre far distendere immediatamente il soggetto colpito, lavare con acqua ossigenata la ferita e con un piccolo coltello o una lama incidere rapidamente i punti dove il veleno è stato iniettato.

L’incisione dovrà essere profonda 5-6 mm. e lunga 2-3 cm. Premendo poi con i polpastrelli delle dita nella zona circostante la ferita, far uscire più sangue possibile. Succhiare con forza il sangue avvelenato e poi sputarlo è senz’altro più efficace, ma ricordate che può essere pericoloso anche per il soccorritore se costui ha delle piccole ferite o dei tagli in bocca.

Comunque se fate così, ricordate poi di sciacquarvi abbondantemente la bocca. Se invece avete la possibilità di iniettare immediatamente il siero antiofidico, ricordate che metà del siero deve essere iniettato in tanti punti circostanti la ferita, e l’altra metà all’attaccatura dell’arto. .

Tutto questo dopo aver stretto un laccio emostatico immediatamente sopra la ferita. La ferita va poi lavata con una soluzione di permanganato di potassio (1 g. in 100 gr. di acqua bollita) e su di essa si applica un tampone di ovatta. Al trattamento locale va aggiunta al più presto la cura generale che è sempre la più sicura, cioè l’iniezione intramuscolare di siero antivipera (anticifidico).

Ricordate che se andate in vacanza in montagna è sempre prudente portare con sé 2 fiale di siero antivipera e una siringa da 10 cc.

Se siete sicuri che il serpente non era velenoso, basta disinfettare la ferita come spiegato più sopra. In ogni caso ricordate la necessità della profilassi antitetanica.

PUNTURE DI ANIMALI
In genere si pensa alle punture degli insetti. Vediamo quali sono i casi principali.

PUNTURA DI APE Cercare di estrarre il pungiglione con una pinzetta. Applicare poi un impasto di bicarbonato di sodio e ammoniaca diluita.

PUNTURA DI VESPA
Estrarre il pungiglione con una pinzetta e applicare impacchi di aceto.

PUNTURA DI ZECCA
Non tentare di estrarre perchè la zecca rimane con tuta la testa conficcata nella pelle pertanto coprite la zona della vaselina e dopo qualche minuto estrarre l’animaletto.

In ogni caso per le punture di insetti è efficace qualche pomata al cortisone per abbassare il gonfiore.

Consigliabile anche la profilassi antitetanica.

PUNTURA DI MEDUSA
Il loro semplice contatto provoca gonfiore, rossore e forte dolore accompagnato da malessere generale. Prima di lavare la zona infetta se avete a disposizione della farina, basta metterla sulla parte interessata: servirà per estrarre il veleno. E’ efficace solo se messa immediatamente però. Lavare poi con una soluzione diluita di ammoniaca.

PUNTURE DI ALTRI PESCI DEI NOSTRI MARI
Mi riferisco per esempio alle tracine, razze.. Questi pesci possono provocare gravi danni all’organismo come tremori e crampi muscolari, stato di shock. In questi casi è meglio rivolgersi al più vicino ospedale. Come primo soccorso potete applicare un laccio emostatico alcuni centimetri sopra la puntura (se si tratta di un arto). Si può cercare di lenire il dolore con degli impacchi di acqua calda; in mancanza d questa si può usare sabbia calda, ma si tratta solo di palliativi.
Il ricovero in ospedale è la soluzione migliore.

PERDITA DI COSCIENZA

La perdita di coscienza è un fenomeno che accade molto più di frequente di quanto non si creda ed è una manifestazione fisica da non sottovalutare.

A meno che si tratti di una perdita di coscienza dovuta a trauma grave, il soggetto in genere è cosciente di ciò che gli sta per accadere. I motivi di questo mancato afflusso di sangue possono essere molteplici: uno stress, un’emozione troppo intensa, il caldo troppo soffocante.

I sintomi sono: ronzio alle orecchie, vertigine, sudori freddi, malessere generale.

La perdita di coscienza dipende da una improvvisa insufficienza di circolazione di sangue al cervello.

Trovandosi di fronte ad una persona svenuta, il soccorritore dovrà preoccuparsi in primo luogo di favorire l’afflusso di sangue al cervello.

Lasciare lo svenuto in posizione supina e alzargli le gambe: i piedi devono essere più in alto della testa. Si può bagnare il viso e le mani del soggetto con acqua fresca, e anche slacciare colletti e bottoni che impediscano la respirazione.

In genere non occorre praticare la respirazione bocca-bocca: se il malato comunque non rinviene nemmeno con questa, sarà necessario il ricovero immediato.

CONVULSIONI-che-fare-guida-sos

Che sono le convulsioni e che fare se succede a me?

Le convulsioni sono contrazioni involontarie dei muscoli di una parte o di tutto il corpo di durata più o meno lunga: si dividono in toniche (non seguite da rilasciamento) o tonicocloniche (seguite da rilasciamento).

Le cause sono molteplici: isterismo, infezioni del sistema nervoso centrale, traumi cerebrali, epilessia, intossicazioni, disturbi metabolici, forti febbri.

Le crisi convulsive sono inoltre una complicazione tardiva dell’insufficienza renale. Non è possibile arrestare un attacco convulsivo; l’unico aiuto che si può prestare è aiutare il malato a non farsi male durante la crisi. Se è possibile slacciargli gli abiti e inserire un fazzoletto tra i denti per impedirgli di mordersi la lingua. Se c’è vomito voltargli la testa da un lato e se c’è difficoltà di respirazione praticare la respirazione bocca-bocca.

Se l’attacco fosse dovuto a febbri alte, possono essere utili delle spugnature fredde. Non si possono arrestare in nessun modo delle convulsioni in atto. Questo perché esse sono solo la manifestazione più evidente di un quadro clinico molto più grave: isterismo, febbri altissime, epilessia, in­tossicazione.

L’unico aiuto che potete dare è impedire che la persona in preda alle convulsioni si faccia involontariamente del male. Sdraiatelo quindi per terra (non su un letto o su un divano da cui potrebbe cadere), e allontanate da lui qualsiasi oggetto che potrebbe ferirlo. Per impedire che si morda la lingua, infilategli un fazzoletto o un pezzo di tessuto fra i denti.

Se vomita girategli la testa da un lato così che non soffochi. Se la crisi è dovuta a febbre, potete applicare delle spugnature fresche sulla fronte.

Contusioni che son e che fare

CONTUSIONI

Una contusione è una lesione del corpo prodotta da un urto con un corpo contundente, senza lacerazione della cute. Può essere interna o esterna.

Dopo il trauma, sulla pelle compare un’ecchimosi, una macchia inizialmente rossa, poi violacea che, prima di scomparire, assume una colorazione giallognola.

E’ il risultato di una rottura di capillari che versano il sangue nei tessuti superficiali.

Se il travaso di sangue è più abbondante si ha invece un ematoma più esteso, gonfio e scuro.

In caso di ematomi ed ecchimosi è consigliabile applicare degli impacchi di ghiaccio.

ALCUNI CONSIGLI

CONTUSIONE DELLA TESTA: è consigliabile il riposo assoluto a letto, evitando un’eccessiva esposizione alla luce. Applicare impacchi di ghiaccio sul capo tenuto in posizione rialzata.

CONTUSIONE DEL TORACE: bisogna far assumere al paziente una posizione semi seduta evitando di farlo parlare, applicando impacchi di ghiaccio sulla parte contusa.

CONTUSIONE DELL’ ADDOME: si consiglia di evitare cibi e bevande, posizionando il cuscino sotto le ginocchia con il dorso un pò sollevato.

CONTUSIONE DELLE ARTICOLAZIONI: è opportuno immobilizzare la parte colpita e applicare compresse fredde.

Cassetta di pronto soccorso

CONTENUTO MINIMO DELLA CASSETTA DI PRONTO SOCCORSO

SOS PRATICO

GUIDA AL PRIMO SOCCORSO

Guanti sterili monouso (5 paia)

Guanti sterili monouso (5 paia)

Visiera para schizzi

Flacone di soluzione cutanea di iodopovidone al 10 % di iodio da 1 litro (1)

Flaconi di soluzione fisiologica (sodio cloruro – 0%) da 500 ml (3)

Compresse di garza sterile 10 x 10 in buste singole (10)

Compresse di garza sterile 18 x 40 in buste singole (2)

Teli sterili monouso (2)

Pinzette da medicazione sterili monouso (2)

Confezione di rete elastica di misura media (1)

Confezione di cotone idrofilo (1)

Confezione di cerotti di varie misure pronti all’uso (2)

Rotoli di cerotto alto cm. 2,5 (2)

Un paio di forbici -Lacci emostatici (3)

Ghiaccio pronto uso (due confezioni)

Sacchetti monouso per la raccolta di rifiuti sanitari (2)

Termometro Apparecchio per la misurazione della pressione arteriosa

ATTENZIONE AI MEDICINALI SCADUTI!

SAPER CHIEDERE AIUTO

NUMERI UTILI

115 VIGILI DEL FUOCO (VV. F.)

118 EMERGENZA SANITARIA PROTEZIONE CIVILE COMUNALE

113 POLIZIA

112 CARABINIERI PROTEZIONE CIVILE PROVINCIALE

117 GUARDIA DI FINANZA

Che fare in caso vertigini e vomito?

VERTIGINI

La vertigine è  quella sensazione illusoria di spostamento del nostro corpo o degli oggetti che ci circondano.

Il termine “vertigini” deriva dal verbo latino “verto”, che in italiano significa “girare” o “ruotare su sé stessi”.

E’ un segnale da no sottovalutare: può essere dovuta a strabismo, lesioni oculari, tumori celebrali, emorragie, embolie, meningite, sifilide celebrale, ipertensione, epilessia.

Si possono avere vertigini anche per affezioni gastriche, intestinali o uterine, intossicazioni.

Il primo soccorso consiste semplicemente nel far stendere il soggetto nella posizione a lui più favorevole, evitando cibi e bevande.

Su www.my-personaltrainer.it a più comune causa di vertigini è la condizione nota come vertigine parossistica posizionale benigna (VPPB).

La VPPB è un disturbo dell’apparato vestibolare: sarà comunque necessario consultare il medico.

VOMITO

Il vomito è l’emissione attraverso la bocca di sostante alimentari miste a succo gastrico o bile. Si ha il vomito quanto a seguito di contrazione dello stomaco a piloro chiuso vi è stata una introduzione di quantità eccessiva, oppure a malattie del cervello, del fegato, dei reni. Si può avere vomito anche di origine psicogena.

In caso di vomito la prima cosa da fare è sospendere l’alimentazione per qualche ora.
Il vomito prolungato provoca disidratazione: sarà pertanto necessario somministrare acqua e sali di cucina.

Se il soggetto è incosciente bisogna girargli la testa per impedire che il vomito entri in gola provocando lo soffocamento.

Che fare in caso di ustioni?

Ustioni

Le ustioni sono alterazioni dei tessuti prodotte dall’azione del calore.

Possono essere provocate dal sole, dal fuoco, dal vapore surriscaldato, da liquidi in ebollizione, da proiettili incendiari, da metalli riscaldati o da sostanze chimiche.

Le ustioni possono essere:

• ustione di 1° grado: arrossamento della pelle

• ustione di 2° grado: formazione di vesciche

• ustione di 3° grado: distruzione dei tessuti.

Se le ustioni di 3° grado superano i 2/3 della superficie corporea si ha la morte.

Le ustioni di 3° grado guariscono per seconda intenzione con cicatrici deturpanti.

USTIONI CHIMICHE

In casi del genere, togliere immediatamente gli indumenti contaminati e lavare la zona con acqua fredda e bicarbonato di sodio. Se l’ustione è da soda caustica, il lavaggio deve essere effettuato con acqua e aceto.

La gravità delle ustioni è in rapporto più con l’estensione della superficie scottata che con la profondità: ustioni che interessano il 10 -15% della superficie corporea, siano anche solo di 1° o 2° grado sono sempre gravi.

Nel pronto intervento l’accorgimento fondamentale è di evitare l’infezione toccando il meno possibile le zone bruciate. Se le ustioni sono molto estese, è necessario il ricovero urgente in ospedale.

Nell’attesa non spogliate l’ustionato, non applicate nessuna medicazione, ricoprite con un pezzo di tela pulita le parti ustionate. Il sintomo generale più temibile è lo shock che si annuncia già nelle ustioni di 1° grado con accelerazione del polso, secchezza della lingua, ecc.

Lo shock primario si manifesta entro 2 ore dall’incidente e non è mai troppo pericoloso; quello secondario, da 2 a 48 ore dopo, è in genere molto più pericoloso.

I vari traumi delle parti del corpo

TRAUMA CRANICO

Il trauma cranico è uno dei casi più gravi che possano accadere.

Esso si verifica quando un tratto della volta cranica è percosso con violenza; oppure quando la meninge, cioè la sottile membrana ricca di vasi sanguigni che circonda il cervello viene danneggiata da un colpo molto forte e dà luogo ad una emorragia che a sua volta genera un ematoma intracranico che comprime il cervello.

I sintomi per riconoscere un trauma cranico sono:

• la perdita di coscienza momentanea non è importante. Diventa grave quando dura a lungo

• la perdita di coscienza che ricompare dopo un intervallo di lucidità è sempre segno di ematoma intracranico perciò molto preoccupante.

• il vomito che insorge lontano dai pasti

• cefalea persistente

• le pupille asimmetriche (una più grande dell’altra)

• senso di vertigini

• sangue dalle orecchie

Non spetta al soccorritore cercare di curare le ferite sul capo. Non si deve nemmeno detergerle. L’unica cosa che si può fare in casi del genere è mettere l’infortunato disteso sul dorso con il capo girato da un lato se c’è vomito.

Praticare la respirazione bocca-bocca.

Se non c’è l’ambulanza, trasportare il ferito al più vicino ospedale, mantenendolo sdraiato e continuando la respirazione artificiale.

Ricordate che una visita neurochirurgica è sempre indispensabile, anche quando sembra che il traumatizzato non abbia riportato danni.

Quando sono presenti dei sintomi evidenti, tipo sangue o materia grigiastra che esce dalle orecchie, pupille asimmetriche (vedi illustrazione), vomito, vertigine, allora il trauma è molto serio e va assolutamente ospedalizzato.

In attesa dell’arrivo dell’ambulanza l’infortunato deve essere sempre messo con la testa più in basso rispetto al torace, girandogli la faccia in caso di vomito.

E meglio anche slacciare abiti o altri indumenti stretti.

Le ferite alla testa non vanno toccate: si può tentare al massimo di tamponare il sangue con della garza secca o della tela pulita. La velocità di soccorso è essenziale.

TRAUMA della Colonna Vertebrale

Questo tipo di trauma si può verificare per: cadute dall’alto, colpi diretti e violenti sulla colonna vertebrale, spostamenti bruschi del tronco, per esempio in seguito a tamponamento.

La cosa fondamentale in casi del genere è non spostare l’infortunato dalla posizione in cui si trova.

La gravità della lesione non è tanto nella frattura ossea vertebrale in sé, ma nella possibilità che, a causa delle fratture, le vertebre lese e quelle soprastanti e sottostanti scivolino una sull’altra provocando una lesione del midollo spinale.

UNA LESIONE DI QUESTO GENERE SIGNIFICA LA PARALISI DEFINITIVA E IRREVERSIBILE PER TUTTO IL SEGMENTO DEL CORPO SOTTOSTANTE AL PUNTO DELLA LESIONE.

Pertanto il soccorritore dovrà innanzitutto accertarsi che l’infortunato muova i piedi e le mani spontaneamente e abbia una sensibilità normale degli arti. In caso contrario significa che il midollo è leso. Prima di procedere allo spostamento dell’infortunato, istruire gli altri soccorritori.

Ricordare sempre che la colonna vertebrale non deve mai essere piegata, torta o dislocata sul suo asse, ma chela testa, il collo  o il tronco devono rimanere sempre sullo stesso asse.

Se necessario legare l’infortunato su un asse di legno. Se vi accorgete che vi sono altre fratture presenti sul corpo dell’infortunato e ciò vi impedisce di afferrarlo per soccorrerlo utilizzate gli stessi accorgimenti appena descritti.

TRAUMA DEL TORACE

Una semplice contusione può essere senza conseguenze, mentre le ferite penetranti o lo schiacciamento possono risultare fatali.

CONTUSIONI DEL TORACE: E’ sufficiente immobilizzarlo per alcuni giorni con una fascia elastica o con delle bende alte.

FERITE PENETRANTI DEL TORACE: Per distinguere una ferita superficiale da una penetrante i sintomi da prendere in considerazione sono osservazione della ferita (se il sangue che esce dalla ferita è rosso vivo e schiumoso la ferita è certamente penetrante; osservazione della respirazione: se la ferita è penetrante, durante la respirazione la metà del torace interessata si solleverà molto meno o addirittura resterà immobile.

In questo caso la regola fondamentale è di non togliere mai l’oggetto penetrato, per evitare una’emorragia.

Premere invece il più rapidamente possibile un tampone di garza sterile sulla ferita, fasciare, esercitando una trazione sul capo del telo, in modo da avere una compressione del tampone sulla lesione.

Quindi fissare il telo con spille di sicurezza o una fascia. Il soggetto cosciente deve mantenere una posizione semi seduta fino all’arrivo dell’ambulanza. Se necessario praticare la respirazione bocca a bocca.

TRAUMA DA SCHIACCIAMENTO

Se è probabile che ci sono delle costole rotte, non spostare il soggetto per nessun motivo altrimenti i frammenti costali potrebbero perforare i polmoni.
Pertanto avvolgere il torace con una fascia elastica o con una coperta e praticare se necessario la respirazione bocca a bocca e attendere l’arrivo dei soccorsi.

Ricordate che molte la fretta può essere più dannosa che altro. Le costole rotte con il soggetto immobile non possono provocare danni, degli spostamenti sbagliati sì..
Le più pericolose sono le ferite penetranti: se l’oggetto è ancora conficcato, evitate di toglierlo, ma cercate di immobilizzarlo nella posizione in cui si trova. Se c’è penetrazione di aria nel cavo pleurico il polmone non potrà più compiere gli atti respiratori.

Coprite con bene e garze in modo da impedire all’aria di penetrare e praticate immediatamente la respirazione bocca a bocca. Se il trauma è da schiacciamento è probabile che vi siano delle costole rotte, sicché avvolgete con una benda il torace e mettete il ferito semiseduto oppure steso sul lato sano.

Se l’infortunato presenta sintomi di soffocamento o gonfiore al collo, il ricovero è urgentissimo.

sangue dal naso

Shock e sangue dal naso: che fare?

SANGUE DAL NASO CHE FARE?

La perdita di sangue dal naso è un fenomeno abbastanza frequente detto epistassi. In genere è dovuta ai capillari del naso che possono esser molto fragili. Quando la perdita di sangue dal naso è spontanea non c’è assolutamente motivo di preoccupazione.

Il paziente dovrà stare in posizione seduta così da facilitare l’uscita del sangue. La testa non deve essere inclinata all’indietro, anzi deve essere leggermente inclinata in avanti con la narice compressa, altrimenti il sangue potrebbe andare in gola rischiarando il soffocamento.

Applicare sul naso un cubetto di ghiaccio stringendo le narici. Il ghiaccio può essere applicato anche sulla fronte. In ogni caso non introdurre tamponi o garze nelle narici.

Se l’epistassi prosegue per più di mezz’ora e necessario l’intervento del medico. Quando la perdita di sangue dal naso è dovuta a un trauma, procedere come nel modo sopra descritto.

Assicurarsi solo che il trauma non abbia provocato fratture nel setto nasale. In tal casi ricorrere a cure ospedaliere..

SHOCK

Si definisce come shock quella grave evenienza determinata da una caduta della gittata cardiaca, tendente all’irreversibilità (se no^ trattato) e capace di provocare gravi alterazioni a livello dei tessuti dei vari organi (es. cerebrali. renali, etc.).

A seconda della causa si possono riconoscere diversi tipi di shock: neurogeno (da emozioni o da dolore), cardiogeno (da insufficienza cardiaca), traumatico (da vaste ustioni), emorragico (da emorragia), allergico. Lo shock non deve essere confuse con la lifotimia (e sincope) che è una evenienza meno grave. Infatti quest’ultima è caratterizzata da perdita di conoscenza, svenimento, diminuzione del polso e del respiro e si risolve o spontaneamente o lasciando il paziente sdraiato e alzandogli le gambe.

Lo shock può essere di diversi tipi:

SHOCK DA DOLORE
Il dolore dovuto a un trauma, provoca una caduta del tono dei vasi sanguigni per cui la pressione scende improvvisamente.

SHOCK DA EMOZIONE
In seguito a una violenta emozione tutti i vasi del corpo tendono a rilasciarsi, per cui la massa di sangue normalmente circolante non può mantenere una pressione sufficiente nel circolo.

PER ASFISSIA

SHOCK DA PERDITA DI LIQUIDI
Si ha una riduzione della massa sanguigna nel circolo. Perciò la pressione diminuisce.

PER EMORRAGIA INTERNA O ESTERNA

SHOCK DA SCHIACCIAMENTO
Quando una parte del corpo (ad es. un arto) viene schiacciata e rilasciata improvvisamente, il sangue che torna a defluire nell’arto con impeto, viene sottratto al resto del corpo. in generale ogni volta che l’organismo è stato sottoposto a una grave lesione i sintomi dello shock sono: pallore diffuso, pupille dilatate, mucose pallide, polso piccolo, frequente e debole (120-130 pulsazioni al minuto), respirazione rapida e superficiale (20-30 respiri al minuto, invece dei normali 15).

Porre il paziente sdraiato, alzare le gambe: verificare la pervietà delle vie aeree. Cercare di eliminare la causa dello shock: fermare l’emorragia (se esterna), immobilizzare una frattura, ecc. Liberare il paziente da costrizioni quali cinture strette, collo della camicia, busti, ecc. Coprire bene il paziente.