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Come è nato il nome dell’aspirina

Hai mal di testa? Prendi l’aspirina.

Quante volte i nostri genitori ci hanno invitato a prendere l’aspirina?

L’ASPIRINA – COME NASCE IL SUO NOME

Nome comune (dal nome com­merciale depositato del prodotto di un’industria farmaceutica, la Bayer) di una sostanza medicamentosa, l’acido acetilsalici­lico – molto nota e usata in alcune malattie come i reumatismi e l’influenza.

Le virtù del salice

Fino al 1700, gli Europei usavano come rimedio contro le febbri un estratto di origine vegetale, prodotto con la corteccia dell’albero della china, o cinchona.

Si trattava però di un medicamento molto costoso, perché la corteccia r di china doveva essere importata dal/Amen:ed Mendibwale,era quindi naturale che gli studiosi cercassero una medicina più economica e più facilmente reperibile.

Fu così che attorno al xviii secolo vennero scoperte, o per meglio dire valorizzate, le virtù curative della corteccia di salice.

Era diffusa in quel tempo una singolare teoria, detta «delle signature», la quale affermava che la benefica natura predisponeva un rimedio specifico in ogni luogo in cui una malattia era molto diffusa. Il fatto che le febbri malariche e i salici fossero di casa nei luoghi paludosi sembrava quindi una prova in più a favore di tale dottrina.

Oggi sappiamo che si tratta di pura coincidenza: ma da allora anche la scienza ha fatto grandi passi.

Si dovette arri­vare infatti al secolo scorso perché venissero estratti e identificati i principi attivi della corteccia di salice, e perché il suo principale componente, l’acido acetilsalicilico, poi battezzato «aspirina», venisse impiegato dai medici.

Le Azioni Curative dell’Aspirina

Le principali azioni dell’aspirina possono essere considerate quelle antidolorifica, febbrifuga e antifiammatoria.

L’aspirina viene infatti comunemente prescritta per attenuare lievi dolori o per far scomparire la febbre; per la sua azione antifiammatoria è poi ampiamente usata in tutto il mondo come rimedio contro i reumatismi.

Nella lunga storia della lotta al reumatismo, l’aspirina ha anzi costituito un vero e caposaldo fino all’avvento di farmaci antifiammatori più moderni e potenti.

Per quanto l’aspirina abbia una storia lunga, pare che non abbia ancora terminato di riservare sorprese: si è scoperto che il suo impiego tende a far aumentare il tempo di coaugulazione del sangue ed è quindi allo possibile uso in altre malattie.

Nel complesso l’aspirina è uno dei medicinali più efficaci per quanto il suo abuso possa provocare disturbi gastrointestinali.

(Nell’ultimo periodo si legge che l’aspirina può combattere il cancro: al momento però l’unica terapia per il cancro è la chemio).

Quando è la terra che ti avvelena

ela un Cimitero Vivente, mortiVomito, Nausea, Mal di Testa?

Tumore al Cervello, Malattie Respiratorie: Gela ti gela

Le morti giovani a Gela, in Sicilia, sono sempre più soventi. Nasce un’inchiesta che porta in tribunale i dirigenti del petrolchimico stabilimento di Gela.

Lo stabilimento ha inquinato suolo e il sottosuolo, abbandonato rifiuti.

Le morte di bambini crescono di numero: concentrazioni di arsenico, cloruro, sopra la media. Ma la lista di petrolchimici in concentrazioni mai riscontrate prima è infinita.

GIUSTIZIA ???

Qui tutti hanno una cosa in comune, scusate meglio dire una persona morta in comune, un familiare, un parente, un amico, il piccolo fanciullo, il giovanotto, tutti con la stessa storia: tumore, cancro, cancro ai polmoni.

Estrazione del petrolio? Quanto è inquinante?

Gli ultimi dati ufficiali: in quella zona il rischio è altissimo, eccessi di mortalità, eccessi di giovani colpiti dal tumore, evidentemente l’inquinamento è tutto lì a Gela: ma la magistratura si perde nel così detto nesso di causalità.

Il nesso di causalità che serve per provare che il tumore che colpisce il 50% della popolazione di Gela è intrinsecamente dovuto allo stabilimento di petrolio.

La petrolchimica, stabilimento di petrolio, chiaramente, demoniaca, dice che ciò può essere dovuto soprattutto ai pesticidi usati nei terreni agricoli per la coltivazione di verdure e frutta che gli abitanti del paese acquistano.

MMmmmmhhh..

UNA RISPOSTA UNA CONCRETA… Qui si Muore…… Aiutate questa gente…..

 GUARDA IL VIDEO SULL’INQUINAMENTO A GELA

fragilità-delle-osse

L’osteoporosi

Milioni di persone nel mondo che soffrono di Osteoporosi

Ossa Fragili ? Mangia meglio

Osteoporosi o fragilità ossea è un fattore di rischio per le fratture.

Lo stile di vita diventa sempre il miglior alleato del nostro corpo. Naturalmente una dieta povera di calcio ha i suoi effetti negativi perchè  prima o poi renderà schiava la persona di assumere calcio per le ossa.

Lo scorso anno in Italia ci sono state oltre  mila diagnosi di ossa rotte,  100 mila quelle del femore.

Questa epidemia ormai colpisce soprattutto femore, colonna, polso e omero.

Le fratture da osteoporosi sono destinate ad aumentare e a rappresentare un costo socio-sanitario di notevole importanza.

Prendendo come riferimento i criteri dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, relativi ai criteri diagnostici per la diagnosi di osteoporosi utilizzando la tecnica densitometrica DXA, risulta che nella popolazione femminile over 65, oltre il 33% e’ colpito da osteoporosi e circa il 47% da osteopenia e che circa il 17% delle donne e’ andato incontro ad almeno una frattura non traumatica.

 

 

I dati emergono dalla ricerca realizzata da Fondazione per l’Osteoporosi Piemonte e Citta’ della Salute e della Scienza di Torino, pubblicata sulla rivista internazionale ”Calcified Tissue International”.

Il risultato e’ che oltre 3/4 delle donne sottoposte a densitometria presenta una riduzione della densità ossea secondo i criteri dell’OMS e non ne è consapevole, mentre meno di un quinto presenta una massa ossea normale.

Le cifre emerse dalla ricerca tracciano indirettamente uno scenario oneroso per il servizio sanitario nazionale: i costi sostenuti ammontano a 6.8 miliardi di euro ogni 5 anni.

Poiché una terapia adeguata e’ in grado di ridurre il rischio di fratture del 50-70%, la diagnosi precoce e la corretta terapia potrebbe far risparmiare circa 400 Euro a persona al SSN.

E come al solito la poca attività fisica fa più danni del fumo, del diabete osserva lo studio condotto dalla Cleveland University. Lo stile di vita aiuta a prevenire l’osteoporosi e soprattutto il rafforzamento di muscoli ne migliora l’equilibrio fisico della persona.

L’alimentazione non va trascurata: una dieta ricca di vitamina D, di calcio sarà un ottimo contributo per il nostro organismo, considerato che osso e alimentazione sono strettamente connessi.

L’osteoporosi ha infatti un’enorme rilevanza sociale ed economica, perchè comporta un alto rischio di fratture che, tra gli anziani, sono tra le maggiori cause di mortalità.

Inoltre, il 50% delle persone con frattura di femore subisce una forte riduzione della propria autosufficienza e, in circa il 20% dei casi, richiede un’ospedalizzazione a lungo termine, con oneri economici per il sistema sanitario.

E non sono solo le donne a esserne colpite”.

Ogni anno in Italia oltre un milione gli interventi chirurgici per le fratture

vari-tipi-di-diabete

Quanti tipi di diabete esistono

DIAGNOSI

Attualmente si distinguono almeno tre diverse forme di diabete:

1) il diabete di tipo 1, in cui la produzione di insulina da parte del pancreas viene soppressa o fortemente ridotta a causa della distruzione delle cellule beta. Si tratta di una patologia autoimmune in quanto legata a una reazione del sistema immunitario contro l’organismo stesso, scatenata da una concomitanza di fattori genetici e ambientali.

2) il diabete di tipo 2: rappresenta la forma di diabete più comune e si sviluppa a partire dai 40 anni di età e colpisce principalmente i soggetti obesi o in sovrappeso con predisposizione genetica alla malattia.

Nel diabete di tipo 2, il pancreas è in grado di produrre insulina (seppur in maniera ridotta) ma le cellule dell’organismo non riescono a utilizzarla in modo efficiente.

3) il diabete gestazionale: è caratterizzato da un aumento dei livelli di glucosio nel periodo della gravidanza.

Questa condizione si verifica nel 410 % delle donne in gravidanza e generalmente tende a scomparire dopo il parto; tuttavia, le donne che ne hanno sofferto presentano un rischio più elevato di sviluppare diabete di tipo 2.

Esistono forme di diabete per così dire “intermedie” fra il tipo 1 e il tipo 2 come il Lada (che insorge in età adulta ed evolve precocemente verso la insulinodipendenza) e il Mody, con diverse forme cliniche generalmente presenti in determinati ceppi familiari.

Il diabete può essere secondario (cioè causato da un’altra malattia, da una terapia o da un incidente).

Criteri diagnostici

Oltre ai sintomi specifici (es: aumento dell’urina e del senso di sete), la diagnosi del diabete è definita dalla presenza di uno dei seguenti valori nel sangue confermati in due diverse misurazioni:

glicemia a digiuno >_ 126 mg/dl in due distinte circostanze e dopo almeno 8 ore di digiuno;

valore di glicemia casuale, cioè indipendentemente dal momento della giornata, 200 mg/dl;

glicemia 200 mg/dl due ore dopo la somministrazione di una soluzione contenente 75 g di glucosio;

emoglobina glicosilata superiore a 6,5 %.

Situazioni di predisposizione al diabete sono l’alterata tolleranza al glucosio (glicemia compresa fra 140 a 200 mg/dl dopo un carico di glucosio) e l’alterata glicemia a digiuno (glicemia a digiuno compresa tra 100 e 125 mg/).