L’osteoporosi è una grave alterazione che indebolisce il tessuto osseo

L’osteoporosi è una malattia metabolica frequentissima nell’età avanzata, che provoca un progressivo indebolimento della struttura delle ossa, ed è responsabile, oltre che della comparsa di forti dolori, di un’aumentata tendenza alle fratture, che spesso sono causate da traumi non molto intensi.

Uno squilibrio ormonale

La comparsa dell’osteoporosi è favorita da numerose cause, così come sono numerosi i fattori che regolano il metabolismo osseo. La causa principale dell’osteoporosi è costituita da una carenza della calcitonina, che stimola la deposizione dei sali di calcio nel tessuto osseo; ma anche la carenza degli ormoni sessuali, tipica nell’età senile, ha un ruolo essenziale nello scatenare questa malattia.

I segni di una maggiore fragilità ossea

A volte, l’osteoporosi non provoca disturbi evidenti; ma, nella maggior parte dei casi, le ossa più fragili tendono a schiacciarsi leggermente sotto il peso del corpo.

Da questo fenomeno derivano l’abbassamento della statura che spesso si verifica negli anziani, e l’insorgenza di violenti dolori ossei. Ma la più preoccupante manifestazione dell’osteoporosi è la comparsa delle fratture patologiche, che si verificano anche in seguito a traumi dì lieve entità.

Il calcio non basta

Fino a pochi anni or sono, la terapia dell’osteoporosi era basata sulla somministrazione di sali di calcio. Ma se nell’organismo manca la calcitonina, il calcio somministrato non può essere depositato nel tessuto osseo, e viene eliminato con le urine.

Attualmente, la terapia dell’osteoporosi è estremamente più efficace, perché è basata proprio sulla somministrazione dell’ormone mancante, la calcitonina: nelle donne può anche essere consigliabile la somministrazione di estrogeni.

L’OSTEOPOROSI E’ UNA GRAVE ALTERAZIONE CHE INDEBOLISCE IL TESSUTO OSSEO

L’osteoporosi è una malattia cronica dell’apparato scheletrico, frequente nei vecchi e nel sesso femminile, con riduzione della massa e della densità del tessuto osseo.

Nell’osteoporosi non si riconoscono alterazioni qualitative dei vari componenti dell’osso o anormalità nella sua composizione e nella struttura.

Le recenti ricerche hanno potuto dimostrare che nell’osteoporosi l’apposizione dell’osso è normale, mentre il riassorbimento appare accelerato. La rarefazione delle travate ossee conduce ad un indebolimento dello scheletro ed alla possibile insorgenza di fratture. Frequente è la frattura del collo del femore in età avanzata, con una maggiore incidenza nel sesso femminile.

Negli ultimi anni sono state proposte numerose teorie sulla genesi dell’osteoporosi, ma nessuna di esse è particolarmente fondata da ritenersi valida con assoluta certezza. E vero anche il fatto che molto probabilmente l’osteoporosi è favorita se non addirittura determinata dal nuovo assetto ormonale che si viene a stabilire dopo la menopausa.

L’osteoporosi postmenopausale dipenderebbe da uno squilibrio fra la secrezione di cortisolo, che rimane costante dopo la menopausa, e la secrezione di estrogeni (o androgeni nell’uomo), che invece diminuisce più o meno rapidamente fra i 50 e i 60 anni.

Lo squilibrio ormonale, secondo l’attuale teoria, favorirebbe il riassorbimento osseo attraverso un’azione diretta sul ricambio minerale.

A favore di impostazione patogenetica stanno .a coincidenza fra la comparsa di osteoporosi e la menopausa, !a prevalenza della osteoporosi nella donna in cui la menopausa è caratterizzata da una brusca cessazione dell’attività ormonale gonadica, la maggiore incidenza di osteoporosi nelle donne in cui la menopausa si manifesta’ precocemente. Un’altra teoria tuttora valida perché fondata su un dato di comune riscontro nella patologia della terza età, è quella della carenza calcica.

II difetto di calcio nel vecchio può dipendere da un’insufficiente introduzione da difettoso assorbimento, da eccessiva escrezione urinaria. Tutto ciò si evidenzierebbe nell’osteoporosi attraverso una negativizzazione del bilancio calcico e condurrebbe all’aumentato riassorbimento osseo.

Nel corso di malattie caratterizzate da ipoproteinemia (sindrome nefrosica, gastrectomia, cirrosi epatica, sindromi da malassorbimento) si osserva frequentemente osteoporosi. In queste condizioni è stato accertato un ridotto assorbimento intestinale di calcio e un ridotto trasporto di questo attraverso il sangue, a causa della carenza delle proteine leganti. Altri fattori che possono favorire la perdita di calcio dall’organismo sono l’immobilizzazione e l’inattività muscolare (osteoporosi post-traumatica, delle artriti reumatoidi, delle paraplegie).

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