L’enfisema polmonare e le bronchiectasie

L’enfisema polmonare cronico, frequente negli anziani, è un’alterazione del tessuto polmonare dovuta alla distruzione del tessuto elastico delle pareti dei bronchioli. Questa malattia è provocata da un processo infiammatorio cronico, con caratteristiche simili alle infezioni che sono alla base delle bronchiectasie: la differenza fra queste due malattie polmonari consiste unicamente nella sede del processo infiammatorio: nelle bronchiectasie sono interessat rami bronchiali, nell’enfisema i bronchioli terminali di diametro minore di due millimetri.

Questa alterazione del tessuto polmonare ha gravi conseguenze solo sulla respirazione, alterata per l’aumento della quota di aria inutilizzata per gli scambi respiratori e per la diminuzione delle cavità alveolari ma anche sulla circolazione del sangue: infatti la progressiva distruzione delle strutture polmonar rende più difficile il passaggio del sangue nel piccolo circolo e aumenta il lavoro del cuore.

Per ragioni non ancora ben chiare, pazienti affetti da enfisema possono reagire in due modi diversi: alcuni tendono a respirare con molta energia, lamentano un grosso sforzo respiratorio e tendono a dimagrire; altri pazienti non riescono a forzare la respirazione, non lamentano disturbi respiratori, ma sono male ossigenati, hanno un aspetto cianotico, sono gonfi e obesi.

Le bronchiostasie

Una delle più gravi complicazioni delle infezioni croniche dei bronchi è costituita dalle bronchiectasie, dilatazioni circoscritte dei bronchi di diametro superiore ai due millimetri. Questa alterazione è provocata da una distruzione del tessuto fibroso ed elastico della parete bronchiale, seguito ad una grave infiammazione ed è particolarmente frequente nei pazienti di età avanzata. Alla base delle bronchiectasie esiste regolarmente un solo meccanismo e cioè un’infezione batterica necrotizzante: i batteri che infettano i bronchi attirano un gran numero di globuli bianchi, che per difendersi dall’infezione batterica liberano nell’ambiente degli enzimi lisosomiali con azione lesiva sulle strutture del bronco.

a) sacciformi o cistiche b) varicoidi c-d) cilindriche o fusiformi.

L’infezione batterica, per portare alla distruzione del bronco, deve essere di lunga durata: questa situazione era frequente in passata quando ancora non esistevano terapie antibiotiche, e per questo motivo le bronchiastasie più gravi si riscontrano in pazienti anziani, portatori in passato di gravi bronchiti croniche o di forme tubercolari curate con metodi palliativi. Con l’avvento degli antibiotici le bronchiostasie si sono fatte più rare ma non sono del tutto scomparse: esistono infatti dei fattori predisponenti che possono favorire la comparsa di una brionchiestasia nonosante l’impegno di una terapia antibiotica adeguata.

Cause delle bronchiostasie

Le cause di questa fastidiosa e invalidante malattia polmonare possono essere l’età avanzata accompagnata da un indebolimento generale dei poteri di difesa dell’organismo, il ristagno di muco nei bronchi che favorisce l’impianto dei germi.
Il ristagno può essere dovuto a un’ostruzione nel caso di asma, enfisema, tumori o retrazioni cicatriziali, a malattie come la mucoviscidosi.

Quali sono i sintomi delle bronchiectasie?

Il primo sintomo è costituito da una tosse cronica produttiva con espettorato abbondante e spesso purulento. Se l’ispettorato è infetto, è necessario ricorrere con urgenza ad una terapia antibiotica per impedire che l’infezione possa aggravare ulteriormente la lesione dei bronchi.

Il paziente affetto da bronchiestasie gravi, soprattutto se anziano, soffre di una grave insufficienza respiratoria.

Come si diagnostica la bronchiostasia?

La diagnosi è confermata dall’esame radiografico oltre che fisicamente in ambulatorio dal pneumologo.
La radiografia o TAC dimostra la presenza di notevoli dilatazioni dei bronchi, eventuali cisti. Gli esami del sangue invece mostrano alterazioni solo se le cavità bronchiectasiche sono infette: si vedrà un aumento della VES, della seromucoide, della proteinaC-reattiva e delle alfa 2-globuline.

Le bronchiestasie possono provocare una grave complicazione, spesso mortale, cioè la polmonite recidivante: la bronchiectasia costituisce infatti un focolaio di infezione nei tessuti polmonari, che si può propagare ai tessuti vicini provocando l’insorgenza di una broncopolmonite.

Come si previene la bronchioctasia?

Più che prevenire si suggerisce di condurre trattamenti adeguati alla patologia e alle infezioni subite con antibiotici. La terapia antibiotica è efficace solo nelle fasi iniziali perchè, una volta distrutta la parete bronchiale non è più possibile tornare alla normalità

In casi irreversibile viene proposto l’intervento chirurgico con asportazione della parte del polmone danneggiato.

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