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Consigli per i celiaci

Carissimi, sicuri di farvi cosa gradita, indichiamo alcune risposte, a cura di esperti, ai possibili quesiti che comunemente ciascuno di noi che vive la celiachia è portato a fare all’atto in cui s è portati ad affrontare le problematiche quotidiane afferenti l’alimentazione senza glutine ovvero le risposte ai possibili quesiti di natura scientifica.

I Rimedi omeopatici sono sicuri per i celiaci?

Allo stato attuale i preparati omeopatici Italia non sono riconosciuti come “medicinali”, quindi non esiste una normativa di riferimento che ne disciplini i costituenti, compresa l’eventuale presenza di glutine.

Come devo comportarmi con le confezioni di legumi secchi?
Possono subire contaminazioni accidentali da glutine? È possibile che alcune confezioni di legumi secchi riportino sull’etichetta la dicitura ‘può contenere tracce di cereali contenenti glutine.

Durante la produzione ed il confezionamento di legumi secchi, infatti, è possibile, anche se raramente, la contaminazione con grani di cereali contenenti glutine, come ad esempio chicchi di frumento.

Questo fatto non deve destare reale preoccupazione nel celiaco in quanto è sufficiente verificare l’assenza di corpi estranei (quindi semi o grani differenti rispetto al legume che si intende utilizzare) sciacquandoli con attenzione.

Trattandosi di semi/grani interi, on è possibile una contaminazione diretta da glutine dei legumi (il glutine si trova nella parte più interna del chicco di cereale) e dato che la loro tossicità si esplicherebbe solamente nel momento in cui venissero ingeriti, vanno semplicemente eliminati.

Il lievito di birra è consentito?

Con il termine “lievito di birra”, ovvero lievito industriale compresso, si intende quello impiegato nella panificazione, venduto in panetti e costituito da colture selezionate di lieviti appartenenti alla specie Saccaromyces cerevisiae.

Il termine “birra” non deve farci temere, perché oggi il lievito non è più ottenuto utilizzando sottoprodotti della lavorazione della birra (come substrati colturali), ma è costituito unicamente dalla sopra indicata specie di lieviti. Inoltre, si ricorda che gli art. 37 e 38 legge 58 del 04 Luglio 1967 prevedono che: Il lievito impiegabile nella panificazione deve essere costituito da cellule in massima parte viventi; senza aggiunta di amido e fecole…

Ed ancora, la produzione di tali lieviti selezionati è soggetta ad autorizzazione ministeriale, così come gli stabilimenti destinati alla sua produzione, che pertanto sono sottoposti alla vigilanza da parte delle autorità sanitarie.
Dunque, niente pericolo di glutine per il lievito di birra” (fresco o secco).

Possono essere utilizzate: pellicola trasparente, vaschette in alluminio, sacchetti congelazione, carta forno e carta fritti?

La nota del Servizio Qualità Domopack: “Si può dichiarare con certezza che i nostri prodotti destinati al contatto con gli alimenti, nello specifico rotoli di alluminio, pellicola trasparente, vaschette in alluminio, sacchetti congelazione, carta forno e carta fritti sono esenti da glutine.

Possono quindi essere usati senza problemi anche da soggetti intolleranti al glutine.

Qualcuno mi sa dire se noi celiaci possiamo fare il vaccino antinfluenzale (quello normale classico).

Non vi è nessuna controindicazione ad effettuare la vaccinazione antinfluenzale nel celiaco.

Non vi sono neanche indicazioni aggiuntive oltre a quelle consuete.

Volevo sapere se i celiaci possono usare l’olio di germe di grano per uso esterno e comunque tutti quei prodotti che contengono glutine, bagnoschiuma, shampoo, creme ecc. in quanto entrando a contatto con la pelle possono essere dannosi.

Risposta del Prof. Riccardo Troncone Università Federico II NAPOLI.
I prodotti contenenti glutine ed intesi per uso esterno non rappresentano un rischio per i pazienti celiaci.

Mio figlio è celiaco; può giocare con il “Didò?

Le paste per modellare come il Didò e il Play-Doh sono composte da farina volontariamente arricchita in glutine per rendere il composto plastico più malleabile.

Non è tossico se non è ingerito. Purtroppo per un bambino celiaco però, l’ingestione involontaria di questo gioco può risultare tossica perché significherebbe ingerire glutine.

E’ un gioco non un alimento, ma sappiamo bene che i bambini portano faiclmente le mani alla bocca e sono attratti dalle cose colorate e soffici.

La ditta Fila invece rispetto alle altre, rassicura che i prodotti che di seguito elenchiamo non contengono glutine:

DAS – Giotto Pongo

Giotto PatPlume

Giotto Play Pat – Pastelli cera tempere sia in flacone che in tubetto

Temere dita

Pastelli legno

Inchiostro nei pennarelli

Esistono problemi anche sui medicinali per un celiaco? Mi spiego: ci sono alcune compresse o altro tipo di medicinale che possono contenere glutine (tipo farina usata come addensante o altro)? Eventualmente esiste un elenco di medicinali “utilizzabili”?

I limiti imposti attualmente dalla Farmacopea Europea (EXCIPIENTS IN THE LABEL AND PACKAGE LEA- FLET OF MEDICINAL PRODUCTS FOR HUMAN USE – LINEA GUIDA SU ECCIPIENTI E STAMPATI DEI MEDICINALI – LUGLIO 2003), il rispetto dei quali è verificato dall’Ufficio IV del Ministero della Salute, con-sentono di considerare idonei ai soggetti affetti da celiachia TUTTI i medicinali, anche quelli contenenti amido di frumento.

La quantità di glutine presente in alcuni farmaci come eccipiente non rappresenta un problema, dato che 1 gr di compressa, che rappresenta il peso di quella più pesante, può arrivare a contenere al massimo 0.156 mg di gliadina, quantità che è notevolmente inferiore a quella che potrebbe essere assunta con i prodotti dietoterapeutici nell’arco della giornata.

(La direttiva della Farmacopea, inoltre. prevede l’obbligo di indicare in confezione o nel foglietto illustrativo, la presenza di glutine).

Va precisato tuttavia che, in caso di somministrazione quotidiana dei farmaci per patologie correlate, accompagnata da particolare ed accertata ipersensibilità individuale, la linea di condotta debba essere valutata caso per caso dal medico curante. Per approfondire l’argomento si veda la seguente pagina: www.celiachia.itivarie/glutine-farmaciasp oppure: wwwceliachia.it/novita’aifaasp.

In ogni caso esiste anche un servizio offerte a tutti dalla Federfarma sul proprio sito internet con il quale è possibile conoscere la presenza o meno di glutine in un farmaco, il link si può trovare su www.celiachia.it nella sezione “Alimentazione” e poi, nel menù, “Farmaci senza glutine”.

Desidero conoscere se, ai fine di ottenere l’esenzione medi-ca per l’ottenimento dei prodotti senza glutine, sia estremamente necessario che sia effettuata una biopsia della mucosa.

Risponde il Prof. Carlo Catassi consulente scientifico A.I.C.

Gentile signore, per quanto mi risulta, quello che le serve per l’esenzione dal pagamento dei prodotti senza glutine è l’attestazione di un Centro ospedaliero della diagnosi di celiachia, più la prova della eseguita biopsia.

Tuttavia la materia è controversa per cui vi potrebbe essere difformità di comportamento tra una ASL e l’altra o tra una regione e l’altra.

Certo è che la biopsia rappresenta una tappa fondamentale nell’accertamento diagnostico di una condizione che, laddove presente; richiede un trattamento dietetico per tutta la vita.

Altrettanto sicuro che il momento migliore per esegui-re la biopsia è prima di avviare il trattamento con dieta priva di glutine, cioè nella situazione in cui sua figlia mi pare si trovi attualmente.

Personalmente pertanto sarei dell’avviso di seguire il suggerimento di coloro che le hanno detto di fare l’esame bioptico (se fatto con capsula, l’anestesia potrebbe non essere necessaria).

Avrei bisogno di sapere qualcosa sugli esami genetici per la celiachia. Mia madre li ha fatti e il valore “2” è risultato fortemente fuori norma, avendo mia figlia celiaca vuol dire che anche lei potrebbe diventarlo e in che percentuale?

Una malattia che si eredita: la celiachia è riconosciuta come una malattia ereditaria, legata al complesso maggiore di istocompatibilità o HLA, in particolare alla combinazione allelica HLA-DQ2. Tuttavia, malgrado il forte legame tra HLA e malattia, nei consaguinei compatibili con HLA idientici c’è concordanza per la malattia solo nel 25-50% dei casi, mentre nei gemelli omozigoti la concordanza è di poco inferiore al 100%.

Vale a dire se un gemello soffre del disturbo è quasi impossibile che non ne soffra anche l’altro.
Se si aggiunge che in Europa settentrionale il 25% della popolazione sana presenta comunque HLA-DQ2 è probabile che, oltre a quelle legate al complesso maggiore di istocompatibilità, concorrano anche altre caratteristiche genetiche.

Tra i parenti di primo grado di persone affette da celiachia la possibilità di avere la malattia è compresa tra il 10 e il 20%.

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