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I fagioli sono ottimi legumi

FAGIOLO

È uno degli ortaggi più diffusi, coltivato in tutto il mondo a scopo alimentare.

Oggi si ritiene che questa leguminosa sia originaria dell’America meridionale e che sia stata portata in Europa solo nel xvi secolo: quindi i fagioli noti ai popoli più antichi (Egizi, Greci, Romani, ecc.) sarebbero stati prodotti da altre piante simili, ancora oggi coltivate.
Il fagiolo è una pianta nana o rampicante, le cui foglie sono formate da 3 foglioline appuntite. I fiori, bianchi, gialli, rossi o violacei, sono riuniti in grappoli.

Il frutto — detto legume — è un lungo baccello liscio, diritto o un po’ ricurvo, appiattito o quasi cilindrico, verde o giallo o screziato.

Contiene numerosi semi, i fagioli, di forma e dimensioni molto variabili, di un solo colore (bianco, gialliccio, rossastro, bruno ecc.), oppure variamente screziati i macchiati.

Le varietà coltivate sono numerosissime; si distinguono fagioli da sgranare (borinellini, bianchi di Spagna, bianchi pisani, Saluggia, ecc.) e fagioli mangiatutto o fagiolini e cornetti (metis, bobis, butirri, Saint Fiancre, ecc), dei quali si mangia tutto il baccello quando è ancora verde, tenero e senza fili.

Come si coltiva

Il fagiolo non sopporta freddo, il vento e la siccità prolungata: lo si coltiva sia negli orti sia nei campi, soprattutto in pianura, su terreni fertili e sciolti, ben concimati e irrigati. Viene seminato in primavera (nelle regioni meridionali anche in gennaio febbraio); per i fagiolini mangiatutto, che si raccolgono dopo circa 2 mesi, la semina si fa in più riprese, durante tutta l’estate.

I semi si mettono in solchi o in buchette; durante la coltivazione bisogna eliminare le erbe nocive e rompere la crosta del terreno, rincalzare le piante e irrigarle.

Per le varietà rampicanti occorre piantare paletti o canne, cui la pianta si aggrappa.

Le varietà da sgranare si raccolgono quando i baccelli sono ancora verdi, se i semi servono per il consumo fresco; se invece i fagioli sono destinati alla conservazione, la raccolta si effettua quando i baccelli sono ben secchi (prima che si aprano).

Alla stessa famiglia, ma a generi diversi appartengono il fagiolo dell’occhio, così chiamato perché i semi hanno una macchia bordata di nero, il fagiolo asparago, dai lunghissimi baccelli, e vari fagioli ornamentali, a fiori più grandi e spesso profumati.

Il fagiolo (Phaseolus vulgaris) appartiene al famiglia delle papilionacee.

Come si usano i fagioli

I baccelli di fagiolo si trovano in commercio anche sotto forma di compresse. Contengono sostanze nutritive come amminoacidi e vitamine. Con i baccelli freschi di fagioli si prepara invece un infuso: 2 g ogni 100 ml d’acqua, da bere nella dose di 2 tazzine al giorno.

Si legge sul portale cure-naturali.it che i baccelli di fagiolo, in compresse o in infuso, sono efficaci:

Per curare l’ipertensione;
Per abbassare il livello di colesterolo;
Per abbassare il livello della glicemia;
Nella cura del sovrappeso e dell’obesità, poiché riducono il senso di fame e anche l’assorbimento dei principi nutritivi.
Occorre fare molta attenzione nella preparazione dei fagioli prima della cottura. È consigliabile, infatti, tenerli in ammollo almeno 6-8 ore in acqua fredda, per poi cuocerli in un’acqua diversa.

Questa semplice operazione consente il rilascio in acqua di alcune sostanze anti nutrizionali normalmente contenute in tutti i tipi di fagioli, dette glucosidi cianogenetici (che liberano cioè acido cianidrico), responsabili di quel lieve fastidio intestinale che può presentarsi in qualunque soggetto anche sano in seguito all’assunzione.

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