Cosa è la barbabietola?

COSA E’ LA BARBABIETOLA E DOVE SI COLTIVA

É una pianta erbacea biennale, con radice (fittone) ingrossata; dalla parte superiore (colletto) del fittone spuntano le foglie, lisce o bollose, grandi, con picciolo corto e robusto; nel secondo anno si formano alcuni steli, alti circa 1 m, che portano fiori piccoli, verdastri, riuniti in infiorescenze a spiga. Il frutto è un piccolo «glomerulo» rugoso contenente uno o più semi molto piccoli, bruni, protetti da un involucro piuttosto duro.

Tra le varietà di barbabietola coltivate, la più importante è certamente la barbabietola da zucchero, che ha il fittone molto ingrossato, quasi conico, con polpa biancastra, dura, con succo scarso, ma denso e zuccherino.

Si coltiva In tutti i paesi dell’emisfero settentrionale a clima temperato o fresco, a scopo industriale per la produzione dello zucchero: i fittoni contengono il 1520% di saccarosio. Solo nel 1747 lo studioso tedesco Marggraf trovò che era possibile estrarre zucchero dai fittoni delle barbabietole; la coltivazione di queste piante, molto limitata fino alla fine del XIII secolo, ebbe grande impulso nei primi anni del 1800 soprattutto in Francia, che, sottoposta al «blocco continentale» alle potenze nemiche di Napoleone, non poteva più importare lo zucchero di canna dalle Antille.

Da al­lora la coltivazione si è andata sempre più diffondendo. In Italia il primo zuccherificio sorse presso Salerno nel 1835 e il conte di Cavour diede impulso alla bieticoltura, che oggi è dif­fusa soprattutto in Emilia Romagna, nel Ve­neto, nelle Marche, in Puglia.

La semina si fa in marzo nella Val Padana (un po’ prima nelle regioni centromeridionali, più calde), su terreno ben lavorato e conci­mato.

Nei mesi successivi occorre diradare le piantine se crescono troppo ravvicinate e la­vorare periodicamente il terreno per evitare che si incrosti e vi si sviluppino erbacce; se il tempo è molto asciutto occorre anche irrigare. La raccolta avviene per lo più a macchina, a partire dalla seconda metà d’agosto (verso metà luglio al sud), e i fittoni vengono con­segnati agli zuccherifici.

ALIMENTAZIONE CON LA BARBABIETOLA

La barbabietola da foraggio ha il fittone mol­to sviluppato, conico o cilindrico, con polpa giallognola piuttosto tenera a succo acquoso, abbondante, non molto zuccherino. Si coltiva come la precedente, si raccoglie però anche in ottobre o novembre; i fittoni si usano subito per l’alimentazione del bestiame o si conser­vano nei silos.

La barbabietola da cucina ha fittone non molto grosso, di forma tondeggiante o appiat­tita; ‘simile a una rapa, tenero e carnoso, con polpa rossa o anche gialla; se ne coltivaho negli orti numerose varietà.

Le barbabietole da orto o bietole o biete hanno fittone piccolo e affusolato, mentre le foglie sono molto grandi e carnose, con la nervatura centrale — detta costa — molto svi­luppata, appiattita e tenera; in cucina si utiliz­zano appunto le coste, che si mangiano cotte, in insalata o al burro. Si coltivano però anche varietà di barbabietola da orto con foglie quasi prive di costa: sono le bietole da er­bucce o erbette che si mangiano cotte come gli spinaci.

Le barbabietole da cucina si seminano in più riprese da febbraio a giugno, raccogliendole da giugno in poi, quando i fittoni sono ben sviluppati; quelle da orto si seminano da marzo a maggio per avere produzione estiva e, da giugno ad agosto, per quella invernale: 2 mesi circa dopo la semina si raccolgono, tagliandole raso terra, le foglie; dopo ogni taglio rispuntano nuove foglie, dando così ri­petuti raccolti.

Si coltivano negli orti e nei giardini anche barbabietole ornamentali, di bell’effetto decora­tivo per le foglie di colore rosso vivo o vio­laceo, o verdi ma con nervature e picciolo arancione o rosso.

La barbabietola (Beta vulgaris) e le sue nume­rose varietà appartengono alla famiglia delle chenopodiacee.

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