Complicanze del rene e diabete

Diffusione del Diabete

La nefropatia diabetica come causa di insufficienza renale terminale sta aumentando rapidamente rispetto ad altre cause di uremia: circa il 30-35% dei pazienti diabetici presenta complicanze renali nel corso della malattia.

Il diabete è ormai diventato la più comune causa di insufficienza renale terminale negli Stati Uniti e in Europa; negli Usa i diabetici rappresentano il 40% dei nuovi ingressi in dialisi, in Europa il 17%.

Più della metà dei diabetici in dialisi sono diabetici di tipo 2, cioè pazienti che hanno sviluppato la malattia diabetica in età adulta.

II dosaggio della micro albuminuria (escrezione di proteine nelle urine superiore a 30 mg/die ma inferiore a 300 mg/die) è l’esame standard per lo screening della nefropatia diabetica.

Le strategie preventive e terapeutiche per ritardare la comparsa della nefropatia diabetica e la sua evoluzione verso l’insufficienza renale cronica includono:
• controllo intensivo della glicemia;
• controllo dell’ipertensione arteriosa;
• restrizione dell’apporto calorico in caso di sovrappeso od obesità;
• restrizione dell’apporto di proteine nella dieta (dieta ipoproteica) privilegiando le proteine di origine vegetale ed il pesce.

Questo intervento dietetico è utile soprattutto per impedire o rallentare l’evoluzione della malattia verso la dialisi;
• abolizione del fumo;
• correzione della dislipidemia, il cui target è rappresentato da valori di colesterolo LDL inferiori ai 100 mg/100 ml;
• astensione da farmaci nefrotossici.

EPIDEMIOLOGIA

Tutti i dati provenienti da fonti diverse concordano sull’elevata prevalenza della malattia in Italia, che assume pertanto le caratteristiche di “malattia sociale“: secondo l’ISTAT, dal 2000 al 2012 la percentuale di malati in Italia è passata dai 3,7% al 5,5%.

Ogni minuto, nel nostro Paese viene effettuata una nuova diagnosi di diabete; ogni 3 minuti e mezzo un diabetico ha un attacco cardiaco, ogni dieci minuti un diabetico muore.

É inoltre presente un chiaro gradiente geografico, con una maggiore prevalenza a carico di alcune regioni del Sud dove ha già ampiamente superato il 6% (Umbria, Calabria, Basilicata e Molise).
Secondo l’ Italian Barometer Diabetes Observatory (IBDO), gli italiani che soffrono di diabete sono circa 3,6 milioni, l’8% della popolazione adulta, e la malattia tende a espandersi di anno in anno.
Nella fascia d’età 45-74 anni la prevalenza è maggiore fra gli uomini, mentre nella fascia oltre i 75 anni è più alta fra le donne (Istat).
Prevale di gran lunga il diabete di tipo 2 che colpisce circa il 90% dei diabetici (Istat, 2012), verso il diabete di tipo 1 che si manifesta in circa il 10% dei soggetti.

Dal 4 al 10% tutte le gravidanze (a seconda degli studi e dei criteri dia-gnostici) sono complicate da diabete (diabete gestazionale).

In Europa, secondo l’Oms Europa, 52 milioni di persone vivono con il diabete.

La prevalenza di questa malattia è in crescita in tutto il continente arrivando, in alcuni Stati, a tassi del 10-14% della popolazione.

Questo aumento è in parte dovuto all’invecchiamento generale della popolazione ma principalmente alla diffusione di condizioni a rischio come sovrappeso e obesità, scorretta alimentazione, sedentarietà e disuguaglianze economiche.

Nel Mondo, secondo l’Oms, sono circa 346 milioni le persone affette da diabete e più dell’80% delle morti correlate a questa patologia avviene in Paesi a basso e medio reddito.

L’Oms stima inoltre che i de-cessi per diabete sono destinati a raddoppiare tra il 2005 e il 2030 (nel 2004, i dati riferiscono di 3,4 milioni di persone scomparse a causa delle conseguenze di un alto livello di zucchero nel sangue).

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