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Sbiancamento denti laser: come funziona e perchè sceglierlo

Nel corso degli ultimi dieci anni, lo sbiancamento dei denti è diventato uno dei trattamenti più richiesti in Italia. Avere denti perfettamente bianchi non è solo un intervento finalizzato al miglioramento del sorriso dei pazienti, ma anche all’autostima degli stessi, che potranno così tornare a guardarsi allo specchio senza dover sopportare fastidiose macchie e discromie sullo smalto dentale. In particolare, sembra riscuotere particolare successo lo sbiancamento dei denti con laser, una tecnica moderna che si avvale dell’utilizzo di un raggio di luce ad alta energia, che permette così di velocizzare il rilascio di sostanze sbiancanti dello smalto dei denti.


Come funziona lo sbiancamento denti con laser

Nel corso degli ultimi dieci anni, lo sbiancamento dei denti è diventato uno dei trattamenti più richiesti in Italia. Avere denti perfettamente bianchi non è solo un intervento finalizzato al miglioramento del sorriso dei pazienti, ma anche all’autostima degli stessi, che potranno così tornare a guardarsi allo specchio senza dover sopportare fastidiose macchie e discromie sullo smalto dentale.

In particolare, sembra riscuotere particolare successo lo sbiancamento dei denti con laser, una tecnica moderna che si avvale dell’utilizzo di un raggio di luce ad alta energia, che permette così di velocizzare il rilascio di sostanze sbiancanti dello smalto dei denti. Pur non differendo particolarmente dal tradizionale trattamento di sbiancamento denti, l’impiego del laser rende questo intervento più rapido e sicuro.

Ma come funziona davvero?

Il principio dello sbiancamento consiste nell’impiego di perossido di idrogeno e/o perossido di carbamide (in percentuali diverse a seconda delle occasioni), appositamente bombardato da un fascio di laser per far sì che siano rilasciati i radicali liberi che vanno a “distruggere” le molecole pigmentate di macchie o discromie dei denti. In questo modo, il colore dello smalto dentale torna al suo bianco originario.
La procedura dello sbiancamento dentale con laser è quindi piuttosto semplice e rapida. Generalmente, il trattamento vero e proprio è preceduto da una prima visita di controllo, per verificare la presenza di carie e/o otturazioni (che, non cambiando colore, si noterebbero maggiormente al termine dello sbiancamento), e da una pulizia dei denti professionale, da effettuare qualche giorno prima dell’intervento così da eliminare al meglio placca e tartaro presenti sui denti.


Sbiancamento denti: tutti i tipi di laser utilizzati

La FDA – Food and Drugs Administration – ha approvato l’utilizzo di tre diversi tipi di lampade laser per lo sbiancamento dei denti:
⦁ laser a diodi, che rappresenta la tipologia più utilizzata per questo trattamento. Questo assicura infatti non solo uno sbiancamento duraturo dello smalto dentale, ma anche la penetrazione della sostanza sbiancante all’interno dei tessuti dentali
⦁ laser ad argon, in grado di emettere fotoni di alta energia per attivare l’azione sbiancante del perossido di idrogeno. La particolarità di questo laser sta nel non comportare un rialzo termico, a differenza di quanto accade con altre tipologie
⦁ laser a biossido di carbonio, che ha però il difetto di provocare rialzi termici, che possono finire col provocare irritazioni pulpari e problemi gengivali.

Sbiancamento denti con laser: perchè sceglierlo

Lo sbiancamento dei denti con laser è senza dubbio un intervento che assicura un risultato ottimale. Il bianco dello smalto è visibile già dopo poco tempo aver terminato il trattamento, e il massimo dell’effetto sbiancante è ben visibile appena un paio giorni dopo l’intervento. Tendenzialmente, questo effetto può durare tra uno e due anni, anche se questo può cambiare da paziente a paziente.

È chiaro che questo varia soprattutto a seconda delle abitudini e dalle condizioni di vita dell’individuo: tabagismo, assunzione di farmaci e eccessivo consumo di alcune bevande possono incidere notevolmente sul colore dello smalto dei denti.
Al di là dell’ottimo risultato che assicura, lo sbiancamento dei denti con laser ha controindicazioni importanti per alcune tipologie di soggetti: persone affette da malattie croniche, donne incinta o in fase di allattamento, e pazienti con denti gravemente danneggiati non possono in alcun modo sottoporsi al trattamento.

Per tutti gli altri, lo sbiancamento dentale assicura invece un risultato certo, fatta eccezione per una condizione di ipersensibilità che può durata fino a 24 ore al massimo.

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