Cosa fare quando si ha un arresto respiratorio

Cos’è l’arresto respiratorio?

L’arresto respiratorio può essere causato da ostruzione delle vie aeree o da depressione del respiro, oppure può essere secondario ad arresto cardiaco. La mancanza di ossigeno al cervello per più di 4 minuti provoca danni irreversibili e la morte. I segni dell’arresto respiratorio sono:

assenza dei movimenti della gabbia toracica e/o dell’addome
immobilità del pomo d’Adamo
mancanza dei movimenti d’aria presso la bocca e le narici
colorito cianotico delle labbra e delle unghie (fatta eccezione per l’avvelenamento da CO).
Le più frequenti cause dell’arresto respiratorio sono:

ostruzione totale delle vie aeree
annegamento – strangolamento
asfissia
lesioni dei centri nervosi che comandano la respirazione
ferite penetranti della parete toracica -schiacciamento della gabbia toracica
fratture in più punti delle costole o dello sterno
pneumotorace – edema polmonare – shock profondo – avvelenamento da CO -tamponamento cardiaco – emorragia grave

RESPIRAZIONE BOCCA A BOCCA

Dopo essersi assicurati che le vie aeree sono libere, iniziare immediatamente la respirazione artificiale bocca-bocca. Il soggetto deve essere disteso supino su una superficie rigida.

Si pone una mano sotto il collo del paziente in modo da porre la testa in iperestensione con la mandibola stirata verso l’alto.

Quindi chiudere con il pollice e l’indice della mano rimasta libera il naso e con una leggera trazione fargli aprire la bocca. Dopo una profonda inspirazione, appoggiare la bocca su quella dell’infortunato e soffiare dentro con forza ma senza violenza, controllando a vista l’espansione del torace. Inspirare nuovamente lontano dalla bocca dell’infortunato, per evitare di respirare l’aria espirata dallo stesso, e soffiare nella bocca del paziente, mantenendo le mani nella posizione sopra descritta.

Ripetere la manovra al ritmo di 16-20 volte al minuto fino alla ripresa del respiro spontaneo.

Ricordate che bastano tre minuti di mancata ossigenazione del cervello per provocare danni irreparabili.

Nel caso dobbiate praticare la respirazione bocca-bocca ad un bambino, ricordate alcune regole: la testa non deve essere piegata molto all’indietro, il naso non deve essere chiuso, bensì bisogna soffiare contemporaneamente sia nella bocca che nel naso del piccolo paziente.

Anche il ritmo deve essere più lento (un soffio ogni 2-3 secondi). Infine il soffio sia più delicato.

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