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La carne fa male?

Assolutamente no, se consumata consapevolmente la carne presenta molti benefici: contiene moltissime proteine dall’alto valore biologico che si assorbono con facilità, è ricca di creatina, contiene diversi minerali tra i quali ferro, sodio, potassio e zinco.

Sappiamo bene però che a causa di un flusso di informazioni non sempre corrette, il consumo della carne è stato a volte demonizzato e soggetto a pregiudizi.

A divulgare in maniera precisa, minuziosa e professionale tutte le informazioni relative alla carne ci pensa anche il CONSALA, il comitato Scientifico Nazionale sull’Alimentazione d’origine Animale che suggerisce una dieta completa ed equilibrata con l’assunzione della carne.

La carne in una dieta equilibrata

Il segreto di un’alimentazione equilibrata che porti ad essere in salute sta nella varietà di alimenti che si scelgono di portare a tavola ogni giorno: in una dieta sana e completa anche la carne deve essere consumata nelle giuste quantità.

La salute è infatti il risultato dell’equilibrio di tanti fattori che se combinati tra loro in maniera attenta ci aiutano a vivere meglio: una dieta equilibrata insieme ad uno stile di vita sano e all’attività fisica può davvero migliorare le nostre aspettative di vita.

Carne Sana Passione : l’informazione

L’informazione rispetto all’assunzione della carne in una dieta equilibrata, come abbiamo visto, passa per le istituzioni. E’ per questo motivo che Federcarni, associazione Nazionale Macellai Italiani ha deciso di redigere #CarneSanaPassione, un dépliant informativo da distribuire in macelleria ai propri clienti per smentire i falsi miti che circolano a proposito del consumo di carne.

CarneSanaPassione, presentato a iMeat Modena 2019, nasce dalla collaborazione tra la Dott.ssa Mary Mattiaccio e l’Ufficio Marketing Federcarni ed è pensato per rispondere all’esigenza del consumatore moderno di essere correttamente informato su ciò che mangia.

All’interno di CarneSanaPassione si trovano informazioni generali riguardanti la carne e i suoi nutrienti fondamentali. In particolare l’opuscolo contiene informazioni utili e suggerimenti rivolti a quattro macrocategorie di consumatori di carne: gli adulti, i bambini, gli anziani e gli sportivi. Il consumo di carne apporta benefici tangibili ad ognuna di queste quattro categorie.

In CarneSanaPassione questi benefici sono descritti in modo diretto, chiaro e discorsivo con l’intento di spiegare perché eliminare la carne dalla propria alimentazione sarebbe un errore.

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Le alterazioni provocate dall’enfisema polomonare

In caso di enfisema polmonare, il tessuto alveolare del polmone mostra, se viene sottoposto all’esame al microscopio, delle caratteristiche alterazioni che spiegano i gravi effetti di questa malattia sulla funzionalità respiratoria.

L’enfisema polmonare è provocato da un processo infiammatorio cronico che distrugge progressivamente le fibre elastiche presenti nella parete del bronchiolo terminale.

Il bronchiolo terminale è il tratto di passaggio fra albero bronchiale e alveoli. Il tessuto enfisematoso invece, è costituito da scarse cavità alveolari, molto dilatate da numerosi piccoli alveoli ordinatamente disposti intorno ad un bronchiolo terminale. Questo tipo di situazione è molto grave, perché l’aria contenuta al centro di queste grandi cavità non riesce a raggiungere le pareti degli alveoli e non può essere utilizzata per gli scambi respiratori.

Inoltre la lesione dei setti interalveolari comporta inevitabilmente la lesione e la scomparsa di buona parte dei capillari polmonari. Questi due fattori contribuiscono a provocare una grave insufficienza respiratoria. In una prima fase il paziente riesce a compensare la lesione del tessuto polmonare respirando affannosamente ma in seguito compare uno stato di cianosi molto evidente.

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Le verruche genitali

I condilomi genitali

Le verruche genitali, note anche come condilomi acuminati, sono il risultato di un’infezione virale della pelle e o aree mucose del corpo, causata dalle papillomavirus umano (HPV) e trasmessi dal contatto della pelle con la pelle, di solito durante relazioni sessuali. Le verruche genitali sono molto comuni e per lo più innocue, ma portano effetti psicologici e sociali negativi sia per gli uomini che per le donne e influenzano la qualità della loro vita, in particolare le loro relazioni. 

Cause delle verruche genitali

La stragrande maggioranza delle verruche genitali sono causate da soli due sottotipi di papilloma, quelli identificati come 6 e 11. Inoltre ci sono più di 100 sottotipi di HPV che possono influenzare varie parti del corpo e circa 30 differenti sottotipi di HPV che influenzare la pelle o la mucosa genitale.

Trasmissione di verruche genitali

foto di condilomi genitali

Le verruche genitali vengono solitamente trasmesse durante il sesso vaginale o anale e attraverso lo scambio di giocattoli sessuali. Possono anche essere trasmessi per via orale. Non è necessario fare sesso con la penetrazione per trasmettere l’infezione perché il virus viene trasmesso dal contatto pelle a pelle.

Le verruche genitali possono richiedere da 2 a 3 mesi a 2 anni per svilupparsi dopo un’infezione: tuttavia, in alcuni casi il virus può rimanere dormiente senza sviluppare lesioni e riattivare anni dopo. 

Foto di condilomi genitali

Come sono le verruche genitali?

Le verruche genitali sono escrescenze molli sulla pelle e solitamente si trovano sul pene, la vulva, l’uretra, la vagina, la cervice e l’ano. Meno spesso possono essere trovati all’interno della bocca e nella faringe.

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Come si cura l’enfisema polmonare?

Purtroppo, non esiste alcuna cura capace di ripristinare l’integrità del tessuto polmonare enfisematoso; è però possibile eseguire della ginnastica respiratoria, per rendere più efficienti gli atti respiratori e miglio-rare l’ossigenazione del sangue; nei casi più gravi, è necessario far respirare al paziente aria più ricca di ossigeno.

Perché le bronchiectasie tendono ad aggravarsi col passare del tempo?

Nelle zone dell’albero bronchiale dilatate tende a depositarsi il catarro; questo materiale costituisce un ottimo terreno di coltura perì germi, che provocano un processo infettivo localizzato.

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Questo, a sua volta, distrugge le fibre elastiche del bronco, provocando un aggravamento della dilatazione.

Le bronchiectasie sono malattie gravi?

Queste lesioni possono essere mortali, sia perché all’interno dei branchi dilatati si verificano continue infezioni, sia perché l’infezione può propagarsi al polmone.

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Quali sono le cause dell’enfisema polmonare?

L’enfisema polmonare cronico è provocato da un processo infiammatorio di lunga durata a carico dei bronchi, come si verifica per esempio in caso di bronchite cronica. Questa malattia va tenuta distinta dall’enfisema polmonare acuto, che è una conseguenza dell’asma e dipende dal fatto che i bronchioli ristretti da uno spasmo non lasciano più fuoriuscire l’aria dai polmoni.

Perché in una persona affetta da enfisema polmonare la respirazione è meno efficiente?

L’enfisema polmonare cronico compromette la respirazione con due meccanismi principali in primo luogo, se il bronchiolo è dilatato, non tutta l’aria che vi entra riesce a entrare negli alveoli, le strutture periferiche dove avvengono gli scambi respiratori; in secondo luogo, l’aria non può essere espulsa completamente dai polmoni durante l’espirazione e, quindi, al successivo atto inspiratorio potrà entrare nei polmoni solo una quantità limitata di aria fresca.

Che cos’è il polmone senile?

Col termine di polmone senile si definisce una serie di alterazioni che si riscontrano sistematicamente nell’apparato respiratorio delle persone anziane: i polmoni sono piccoli e flaccidi, il tessuto meno elastico, i bronchi lunghi e dilatati, i vasi polmonari sclerotici.

Quando un paziente può essere considerato affetto da bronchite cronica? Si parla di bronchite cronica quando il paziente è affetto da tosse produttiva per tre mesi in almeno due anni consecutivi: le persone affette da bronchite cronica sono quindi ben più numerose di quanto comune-mente si possa ritenere.

Perché nella terapia dell’enfisema polmonare non vengono impiegati i farmaci broncodilatari?

I farmaci broncodilatatori agiscono diminuendo il tono della parete muscolare del branco: nel caso dell’enfisema le pareti dei bronchioli sono già gravemente lesionate, e la diminuzione del tono muscolare non favorisce il collasso.

Veleni e tumori a Cassino

I militari delle Fiamme Gialle, hanno ricostruito venti anni di scellerato smaltimento di rifiuti tossici provenienti dalla Lombardia. Nei verbali di interrogatorio si leggono dichiarazioni sconcertanti rilasciate da coloro che, per convenienza e per interesse, hanno partecipato al sotterramento dei veleni. «Abbiamo scavato di notte buche profonde anche trenta metri. Qui poi arrivavano i camion e gettavano tutto. Scarti ospedalieri, protesi di gambe e braccia rimosse dal corpo dei pazienti, cromo esausto e poi del siero, tanto siero scaduto e proveniente da Milano dove c’era un laboratorio che doveva smaltire senza pagare cifre astronomiche».

In pratica hanno scoperto fusti di Botulino provenienti da un laboratorio di Sierologia del nord Italia e seppelliti a venti metri di profondità in un terreno poi adibito a pascolo.

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Ingredienti prodotti: dove leggerli?

A volte capita di voler consultare gli ingredienti dei prodotti che acquistiamo o che stiamo per acquistare. Per esempio proprio l’altro giorno acquistavo un tubetto di pasta protettiva da usare in caso di irritazione: tuttavia non riuscivo a trovare gli ingredienti. Per leggere avrei dovuto aprire la confezione e consultare il foglietto illustrativo.

I dispositivi medici hanno l’obbligo di indicare esternamente gli ingredienti?

Su ogni prodotto devono essere scritti gli ingredienti di cui è composto, il nome dell’azienda produttrice, la scadenza ecc. Tuttavia secondo quanto previsto dalla normativa in vigore per i dispositivi medici, non è obbligatorio indicare l’elenco degli ingredienti dei dispositivi medici inquanto la composizione in sostanze attive può essere riportata nelle istruzioni d’uso.

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Come migliorare l’aria in casa

Per ridurre la concentrazione di inquinanti in casa oltre ad aprire le finestre esistono altre strategie. La prima consiste nel non fumare in casa e non permettere agli altri di farlo.
Meglio usare pochi prodotti per le pulizie senza mai mescolarli pensando di potenziare gli effetti.
Evitare la formazione di muffe insalubri controllando l’umidità dell’ambiente.

Che ambiente umido è necessario avere in casa?

Generalmente l’ambiente in casa non deve superare il 40-50 per cento di umidità. Occhio alle piante, il verde domestico aiuta a ripulire l’aria e a ossigenarla tuttavia attenzione alle reazione allergiche considerato che, esse contribuiscono a diffondere allergeni in casa.

La manutenzione degli impianti è altrettanto importante relativamente al fattore fumi ed inalazioni: infatti deve essere fatta costantemente a ogni stagione. In primavere è necessario pulire i filtri dei condizionatori con acqua e sapone.
Attenzione agli spray deodoranti, incensi, ecc: non fanno bene all’aria di casa.

L’enfisema polmonare e le bronchiectasie

L’enfisema polmonare cronico, frequente negli anziani, è un’alterazione del tessuto polmonare dovuta alla distruzione del tessuto elastico delle pareti dei bronchioli. Questa malattia è provocata da un processo infiammatorio cronico, con caratteristiche simili alle infezioni che sono alla base delle bronchiectasie: la differenza fra queste due malattie polmonari consiste unicamente nella sede del processo infiammatorio: nelle bronchiectasie sono interessat rami bronchiali, nell’enfisema i bronchioli terminali di diametro minore di due millimetri.

Questa alterazione del tessuto polmonare ha gravi conseguenze solo sulla respirazione, alterata per l’aumento della quota di aria inutilizzata per gli scambi respiratori e per la diminuzione delle cavità alveolari ma anche sulla circolazione del sangue: infatti la progressiva distruzione delle strutture polmonar rende più difficile il passaggio del sangue nel piccolo circolo e aumenta il lavoro del cuore.

Per ragioni non ancora ben chiare, pazienti affetti da enfisema possono reagire in due modi diversi: alcuni tendono a respirare con molta energia, lamentano un grosso sforzo respiratorio e tendono a dimagrire; altri pazienti non riescono a forzare la respirazione, non lamentano disturbi respiratori, ma sono male ossigenati, hanno un aspetto cianotico, sono gonfi e obesi.

Le bronchiostasie

Una delle più gravi complicazioni delle infezioni croniche dei bronchi è costituita dalle bronchiectasie, dilatazioni circoscritte dei bronchi di diametro superiore ai due millimetri. Questa alterazione è provocata da una distruzione del tessuto fibroso ed elastico della parete bronchiale, seguito ad una grave infiammazione ed è particolarmente frequente nei pazienti di età avanzata. Alla base delle bronchiectasie esiste regolarmente un solo meccanismo e cioè un’infezione batterica necrotizzante: i batteri che infettano i bronchi attirano un gran numero di globuli bianchi, che per difendersi dall’infezione batterica liberano nell’ambiente degli enzimi lisosomiali con azione lesiva sulle strutture del bronco.

a) sacciformi o cistiche b) varicoidi c-d) cilindriche o fusiformi.

L’infezione batterica, per portare alla distruzione del bronco, deve essere di lunga durata: questa situazione era frequente in passata quando ancora non esistevano terapie antibiotiche, e per questo motivo le bronchiastasie più gravi si riscontrano in pazienti anziani, portatori in passato di gravi bronchiti croniche o di forme tubercolari curate con metodi palliativi. Con l’avvento degli antibiotici le bronchiostasie si sono fatte più rare ma non sono del tutto scomparse: esistono infatti dei fattori predisponenti che possono favorire la comparsa di una brionchiestasia nonosante l’impegno di una terapia antibiotica adeguata.

Cause delle bronchiostasie

Le cause di questa fastidiosa e invalidante malattia polmonare possono essere l’età avanzata accompagnata da un indebolimento generale dei poteri di difesa dell’organismo, il ristagno di muco nei bronchi che favorisce l’impianto dei germi.
Il ristagno può essere dovuto a un’ostruzione nel caso di asma, enfisema, tumori o retrazioni cicatriziali, a malattie come la mucoviscidosi.

Quali sono i sintomi delle bronchiectasie?

Il primo sintomo è costituito da una tosse cronica produttiva con espettorato abbondante e spesso purulento. Se l’ispettorato è infetto, è necessario ricorrere con urgenza ad una terapia antibiotica per impedire che l’infezione possa aggravare ulteriormente la lesione dei bronchi.

Il paziente affetto da bronchiestasie gravi, soprattutto se anziano, soffre di una grave insufficienza respiratoria.

Come si diagnostica la bronchiostasia?

La diagnosi è confermata dall’esame radiografico oltre che fisicamente in ambulatorio dal pneumologo.
La radiografia o TAC dimostra la presenza di notevoli dilatazioni dei bronchi, eventuali cisti. Gli esami del sangue invece mostrano alterazioni solo se le cavità bronchiectasiche sono infette: si vedrà un aumento della VES, della seromucoide, della proteinaC-reattiva e delle alfa 2-globuline.

Le bronchiestasie possono provocare una grave complicazione, spesso mortale, cioè la polmonite recidivante: la bronchiectasia costituisce infatti un focolaio di infezione nei tessuti polmonari, che si può propagare ai tessuti vicini provocando l’insorgenza di una broncopolmonite.

Come si previene la bronchioctasia?

Più che prevenire si suggerisce di condurre trattamenti adeguati alla patologia e alle infezioni subite con antibiotici. La terapia antibiotica è efficace solo nelle fasi iniziali perchè, una volta distrutta la parete bronchiale non è più possibile tornare alla normalità

In casi irreversibile viene proposto l’intervento chirurgico con asportazione della parte del polmone danneggiato.

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Le malattie polmonari

Nelle persone anziane, anche il tessuto polmonare va incontro a progressivi fenomeni involutivi che rendono meno efficiente la respirazione e provocano una fastidiosa sensazione di fiato corto durante gli sforzi; questa situazione va però tenuta distinta dalle vere e proprie malattie broncopolmonari.

Anche il polmone invecchia

Tutti tessuti dell’apparato respiratorio sono coinvolti dai fenomeno dell’invecchiamento: la mucosa respiratoria si altera, i capillari polmonari, attraverso i quali avviene lo scambio dei gas respiratori si ispessiscono, il tessuto polmonare perde la sua elasticità, la gabbia toracica diventa rigida e non permette movimenti respiratori ampi.

Un’infiammazione persistente

Anche se i sintomi provocati da lieve bronchite cronica sono simili a quelli determinati dall’invecchiamento dei polmoni, bisogna tenere presente che la bronchite cronica è un evento patologico, e può provocàre complicazioni anche gravi.

Un cedimento del tessuto polmonare

Una delle complicazioni della bronchite cronica è l’enfisema polmonare: il tessuto elastico presente nelle ultime diramazioni dei bronchi viene distrutto dall’infiammzione, e i bronchioli si dilatano rendendo meno efficiente la respirazione, perché non tutta l’aria che entra nei bronchioli dilatati riesce a venire in contatto con le loro pareti.

Quando cedono bronchi

Ancora più preoccupanti sono le conseguenze del cedimento dei rami più grossi dei bronchi: in questo caso si verifica un ristagno di catarro nei bronchi dilatati; questo favorisce altri processi infettivi, che aggravano la dilatazione e debilitano l’ammalato.

L’Apparato bronco polmonare è interessato dall’invecchiamento?

Il progressivo deterioramento che colpisce tutti gli organi nell’anziano interessa anche l’apparato broncopolmonare, che subisce alcune modificazioni involutive. Il quadro di leggera insufficienza respiratoria che si manifesta nell’età avanzata va comunemente sotto il nome di polmone senile: questa alterazione non è una vera e propria malattia, ma un processo di involuzione perfettamente normale, e va distinto dalle malattie polmonari tipiche della terza età, come la bronchite cronica e l’enfisema polmonare. Nell’età avanzata i polmoni appaiono rimpiccioliti e flaccidi, e gli organi deputati agli scambi respiratori, gli alveoli, sono ridotti di volume; a queste alterazioni si aggiungono delle lesioni dei bronchi che appaiono lunghi e dilatati, con modificazioni della mucosa, l’ispessimento dei vasi polmonari, la diminuzione dei capillari e una certa rigidità della gabbia toracica. Tutte queste alterazioni contribuiscono a creare il quadro del polmone senile, che spiega la leggera insufficienza respiratoria e la minor resistenza allo sforzo fisico tipiche degli anziani.

Cosa è la bronchita cronica

Ben differente dal polmone senile è la bronchite cronica, cioè l’infiammazione cronica della mucosa bronchiale che si manifesta con squilibrio fra la produzione e la rimozione del muco bronchiale. Le cellule che tappezzano le pareti dei bronchi sono di due tipi: le cellule mucipare o caliciformi, che producono un velo di muco, e le cellule citiate, provviste di uno straterello di ciglia che si muovono continuamente, e sospingono verso l’alto il velo di muco prodotto dalle cellule mucipare. Questa organizzazione cellulare costituisce il principale meccanismo di difesa della mucosa bronchiale contro le sostanze nocive: infatti le polveri che penetrano nei bronchi con l’aria respirata restano invischiate nel velo di muco e vengono espulse grazie ai movimenti delle cellule mucipare.

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Questo meccanismo può essere però facilmente danneggiato da tutte le infiammazioni bronchiali di lunga durata: i processi infiammatori danneggiano infatti le cellule citiate, e provocano uno spostamento del rapporto tra i due tipi di cellule: le cellule mucipare proliferano, e producono grosse quantità di muco, che non può essere espulso dalle cellule ciliate. ll muco così prodotto ristagna nell’albero bronchiale, e favorisce lo sviluppo di microrganismi che perpetuano il processo infiammatorio: si crea così un circolo vizioso, che è alla base della bronchite cronica.

La bronchite cronica è una malattia estremamente diffusa: colpisce la maggior parte degli anziani, e anche numerose persone adulte, in rapporto con le abitudini di vita e l’ambiente di lavoro. Le sostanze in grado di ledere le cellule citiate sono infatti molto numerose, e sono presenti in forte concentrazione nell’aria inquinata delle grandi città. Molto importante è anche l’abitudine al fumo: il fumo di tabacco contiene una forte quantità di sostanze irritanti, e rappresenta una fra le cause più diffuse di bronchite cronica.

La sintomatologia della bronchite cronica è piuttosto aspecifica: in genere questa malattia può essere diagnosticata quando il paziente risulta affetto da tosse produttiva, con febbre non molto elevata, per diversi mesi in un anno e per tre anni consecutivi. Nelle forme più gravi il paziente è cianotico e lamenta insufficienza respiratoria, ma anche nei casi più lievi è evidente una minor resistenza agli sforzi, definita come «fiato corto». Queste alterazioni respiratorie sono legate allo stato di irritazione della mucosa bronchiale, e all’ipersecrezione di muco che tende ad occludere il lume deì piccoli bronchi. La bronchite cronica, in forma semplice, non è una malattia grave; può divenire grave quando si complica con due altre malattie polmonari, l’asma o l’enfisema cronico ostruttivo. L’asma bronchiale può insorgere come conseguenza dell’infiammazione cronica dei bronchi. Questo tipo di complicazione insorge solo in individui predisposti, ed è un’asma irritativi dovuta all’infiammazione continua dell’epitelio bronchiale: questa forma asmatica è particolarmente grave, perché non insorge solo in determinati periodi dell’anno come l’asma allergica, ma è sempre presente, perché è legata ad uno stato infiammatorio che non tende a guarire.

L’enfisema cronico ostruttivo è una grave alterazione del polmone dovuta alla distruzione delle strutture fibrose che mantengono aperte le cavità alveolari e i bronchioli. L’enfisema polmonare è una complicazione molto temibile, che limita decisamente la funzionalità respiratoria del paziente. La terapia della bronchite cronica non riesce, il più delle volte, ad essere del tutto efficace; infatti le sostanze veramente responsabili dell’infiammazione sono presenti nell’aria inspirata, e non possono per questo essere eliminate. La terapia più efficace consiste nello smettere di fumare, nel cambiare ambiente di lavoro e, se possibile, di vita; inoltre, possono essere somministrati, per un lungo periodo, degli antibiotici a largo spettro, che impediscono la colonizzazione da parte dei germi del muco che ristagna nei bronchi, e fanno regredire le infezioni già in atto a livello dei bronchi.