Ho i crampi muscolari: cosa devo fare?

CRAMPI MUSCOLARI

I crampi sono contrazioni transitorie dolorose di un gruppo di muscoli. Si presentano all’improvviso con un forte dolore e contrattura dell’arto. Possono essere provocati da uno sforzo prolungato in mancanza di allenamento

più raramente a causa di intossicazione, oppure da alte temperature nell’ambiente. E necessario vincere il dolore cercando di riaprire
di muovere l’articolazione contratta, massaggiando la parte interessata. Possono essere utili delle spugnature di acqua tiepida.

CRAMPI MUSCOLARI

É un incidente che interessa soprattutto gli atleti o meglio, i … non-atleti che fidando nella propria resistenza fisica si sottopongono a sforzi prolungati senza un’adeguata preparazione.

A distanza di ore, un muscolo o un gruppo di muscoli, specialmente negli arti inferiori, reagiscono con contrazioni molto dolorose e localizzate.

In questo caso è l’infortunato stesso che deve cercare di vincere il dolore, muovendo rapirendo l’articolazione colpita e facendo -spugnature di acqua tiepida sul muscolo.

COSA-FARE-QUANDO-ci-è-un-corpo-estraneo-nel-nostro-organismo

Corpi estranei nel nostro organismo

CORPI ESTRANEI – CHE FARE?

NELLE VIE RESPIRATORIE

La deglutizione di piccoli oggetti non richiede nessun trattamento speciale. Basta aspettarne l’evacuazione. Se si tratta di oggetti più grossi, oppure di oggetti appuntiti è necessario l’intervento del medico. L’inalazione di oggetti nelle vie respiratorie richiede un trattamento specifico ed immediato solo se l’oggetto è grosso e ostruisce le vie respiratorie. In questo caso occorre togliere immediatamente l’oggetto stesso. Si può far stendere il paziente e cercare di toglierlo con le dita, oppure, stando alle spalle del soggetto, comprimere rapidamente la base del torace tre o quattro volte così da provocare una violenta fuoriuscita dell’aria. Se l’infortunato ha perso i sensi metterlo supino e comprimere sulla parte superiore dell’addome.

NELL’OCCHIO

In genere l’aumentata secrezione lacrimale è sufficiente ad eliminare il corpo estraneo. Se ciò non avvenisse, si può stirare la palpebra verso il basso e verso l’alto: individuato il corpo estraneo si può intervenire con l’angolo pulito e umido di un fazzoletto o una garza, mai comunque con un oggetto rigido.

Se il corpo estraneo è conficcato nel corpo
oculare recarsi immediatamente al più vicino
pronto soccorso senza tentare alcun intervento.

NELL’ORECCHIO

E’ sufficiente lasciar colare qualche goccia d’olio d’oliva o simile nell’orecchio interessato. Piegando poi il capo dal lato opposto, l’olio uscirà trascinando con sè l’oggetto. In caso contrario, recatevi al pronto soccorso. Non tentate mai comunque di estrarre l’oggetto con pinzette o simili.

NEL NASO

Anche qui, occorre assolutamente evitare l’intervento, con qualunque tipo di oggetto. Cercate di far starnutire il paziente e di soffiare con forza il naso. Altrimenti ricorrete al pronto soccorso.

I sintomi di una eventuale deglutizione di oggetti sono la mancanza di respiro e la colorazione cianotica. Tentate di togliere il corpo estraneo direttamente con le dita, dopo aver fatto sdraiare il soggetto, Se questo sistema non funziona, girate alle spalle dell’infortunato e cingetelo con le braccia alla base del torace (vedi illustrazione 1). Comprimete rapidamente e con forza per 3 – 4 volte, in modo da provocare una violenta emissione d’aria.

Se la persona è svenuta, sdraiatela supina comprimete la parte superiore dell’addome con le mani serrate a pugno.

Se si tratta di un bambino, capovolgetelo e date dei colpetti fra le scapole con il palmo della mano.

Se tutte queste operazioni si rivelassero insufficienti, in attesa dei soccorsi praticate costantemente la respirazione bocca-bocca. Se è un bambino, metterlo a testa in giù prendendolo per i piedi e vibrare piccoli colpi tra le scapole con il palmo della mano aperta.

Se malgrado tutto ciò non si ottengono risultati, praticare la respirazione bocca-bocca in attesa del ricovero.

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Come è nato il nome dell’aspirina

Hai mal di testa? Prendi l’aspirina.

Quante volte i nostri genitori ci hanno invitato a prendere l’aspirina?

L’ASPIRINA – COME NASCE IL SUO NOME

Nome comune (dal nome com­merciale depositato del prodotto di un’industria farmaceutica, la Bayer) di una sostanza medicamentosa, l’acido acetilsalici­lico – molto nota e usata in alcune malattie come i reumatismi e l’influenza.

Le virtù del salice

Fino al 1700, gli Europei usavano come rimedio contro le febbri un estratto di origine vegetale, prodotto con la corteccia dell’albero della china, o cinchona.

Si trattava però di un medicamento molto costoso, perché la corteccia r di china doveva essere importata dal/Amen:ed Mendibwale,era quindi naturale che gli studiosi cercassero una medicina più economica e più facilmente reperibile.

Fu così che attorno al xviii secolo vennero scoperte, o per meglio dire valorizzate, le virtù curative della corteccia di salice.

Era diffusa in quel tempo una singolare teoria, detta «delle signature», la quale affermava che la benefica natura predisponeva un rimedio specifico in ogni luogo in cui una malattia era molto diffusa. Il fatto che le febbri malariche e i salici fossero di casa nei luoghi paludosi sembrava quindi una prova in più a favore di tale dottrina.

Oggi sappiamo che si tratta di pura coincidenza: ma da allora anche la scienza ha fatto grandi passi.

Si dovette arri­vare infatti al secolo scorso perché venissero estratti e identificati i principi attivi della corteccia di salice, e perché il suo principale componente, l’acido acetilsalicilico, poi battezzato «aspirina», venisse impiegato dai medici.

Le Azioni Curative dell’Aspirina

Le principali azioni dell’aspirina possono essere considerate quelle antidolorifica, febbrifuga e antifiammatoria.

L’aspirina viene infatti comunemente prescritta per attenuare lievi dolori o per far scomparire la febbre; per la sua azione antifiammatoria è poi ampiamente usata in tutto il mondo come rimedio contro i reumatismi.

Nella lunga storia della lotta al reumatismo, l’aspirina ha anzi costituito un vero e caposaldo fino all’avvento di farmaci antifiammatori più moderni e potenti.

Per quanto l’aspirina abbia una storia lunga, pare che non abbia ancora terminato di riservare sorprese: si è scoperto che il suo impiego tende a far aumentare il tempo di coaugulazione del sangue ed è quindi allo possibile uso in altre malattie.

Nel complesso l’aspirina è uno dei medicinali più efficaci per quanto il suo abuso possa provocare disturbi gastrointestinali.

(Nell’ultimo periodo si legge che l’aspirina può combattere il cancro: al momento però l’unica terapia per il cancro è la chemio).

Cosa è la barbabietola?

COSA E’ LA BARBABIETOLA E DOVE SI COLTIVA

É una pianta erbacea biennale, con radice (fittone) ingrossata; dalla parte superiore (colletto) del fittone spuntano le foglie, lisce o bollose, grandi, con picciolo corto e robusto; nel secondo anno si formano alcuni steli, alti circa 1 m, che portano fiori piccoli, verdastri, riuniti in infiorescenze a spiga. Il frutto è un piccolo «glomerulo» rugoso contenente uno o più semi molto piccoli, bruni, protetti da un involucro piuttosto duro.

Tra le varietà di barbabietola coltivate, la più importante è certamente la barbabietola da zucchero, che ha il fittone molto ingrossato, quasi conico, con polpa biancastra, dura, con succo scarso, ma denso e zuccherino.

Si coltiva In tutti i paesi dell’emisfero settentrionale a clima temperato o fresco, a scopo industriale per la produzione dello zucchero: i fittoni contengono il 1520% di saccarosio. Solo nel 1747 lo studioso tedesco Marggraf trovò che era possibile estrarre zucchero dai fittoni delle barbabietole; la coltivazione di queste piante, molto limitata fino alla fine del XIII secolo, ebbe grande impulso nei primi anni del 1800 soprattutto in Francia, che, sottoposta al «blocco continentale» alle potenze nemiche di Napoleone, non poteva più importare lo zucchero di canna dalle Antille.

Da al­lora la coltivazione si è andata sempre più diffondendo. In Italia il primo zuccherificio sorse presso Salerno nel 1835 e il conte di Cavour diede impulso alla bieticoltura, che oggi è dif­fusa soprattutto in Emilia Romagna, nel Ve­neto, nelle Marche, in Puglia.

La semina si fa in marzo nella Val Padana (un po’ prima nelle regioni centromeridionali, più calde), su terreno ben lavorato e conci­mato.

Nei mesi successivi occorre diradare le piantine se crescono troppo ravvicinate e la­vorare periodicamente il terreno per evitare che si incrosti e vi si sviluppino erbacce; se il tempo è molto asciutto occorre anche irrigare. La raccolta avviene per lo più a macchina, a partire dalla seconda metà d’agosto (verso metà luglio al sud), e i fittoni vengono con­segnati agli zuccherifici.

ALIMENTAZIONE CON LA BARBABIETOLA

La barbabietola da foraggio ha il fittone mol­to sviluppato, conico o cilindrico, con polpa giallognola piuttosto tenera a succo acquoso, abbondante, non molto zuccherino. Si coltiva come la precedente, si raccoglie però anche in ottobre o novembre; i fittoni si usano subito per l’alimentazione del bestiame o si conser­vano nei silos.

La barbabietola da cucina ha fittone non molto grosso, di forma tondeggiante o appiat­tita; ‘simile a una rapa, tenero e carnoso, con polpa rossa o anche gialla; se ne coltivaho negli orti numerose varietà.

Le barbabietole da orto o bietole o biete hanno fittone piccolo e affusolato, mentre le foglie sono molto grandi e carnose, con la nervatura centrale — detta costa — molto svi­luppata, appiattita e tenera; in cucina si utiliz­zano appunto le coste, che si mangiano cotte, in insalata o al burro. Si coltivano però anche varietà di barbabietola da orto con foglie quasi prive di costa: sono le bietole da er­bucce o erbette che si mangiano cotte come gli spinaci.

Le barbabietole da cucina si seminano in più riprese da febbraio a giugno, raccogliendole da giugno in poi, quando i fittoni sono ben sviluppati; quelle da orto si seminano da marzo a maggio per avere produzione estiva e, da giugno ad agosto, per quella invernale: 2 mesi circa dopo la semina si raccolgono, tagliandole raso terra, le foglie; dopo ogni taglio rispuntano nuove foglie, dando così ri­petuti raccolti.

Si coltivano negli orti e nei giardini anche barbabietole ornamentali, di bell’effetto decora­tivo per le foglie di colore rosso vivo o vio­laceo, o verdi ma con nervature e picciolo arancione o rosso.

La barbabietola (Beta vulgaris) e le sue nume­rose varietà appartengono alla famiglia delle chenopodiacee.

Cosa succede al nostro corpo se mangiamo barbabietola rossa

Dieta della barbabietola rossa: perdere peso restando in forze

Il centrifugato di barbabietola rossa non è a base di frutta ma di verdura, ed è buonissimo dipende dai gusti naturalmente.

Restare in forma in questo periodo stagionale, l’autunno, prima che arrivino le vacanze di Natale, è fondamentale.

Nutrire il nostro organismo di alcuni alimenti e fibre particolari non è assolutamente da sottovalutare.

Poi se si aggiungono almeno 30 minuti di attività fisica tre volte a settimana saremo pronti per affrontare questa stagione invernale.

Ecco allora come integrare la nostra dieta quotidiana con un frullato alle barbabietole rosse, che ci aiuta a perdere peso e nello stesso tempo ci arricchisce di ferro.

Ricca di ferro, la barbabietola rossa contiene diversi zuccheri, carotene, potassio, magnesio, iodio, sodio, acido folico e vitamine del gruppo B e vitamina C.

Ottima da consumare sia cruda che cotta, tende a migliorare la funzione epatica ed è utile nella lotta contro la stitichezza per via dell’apporto di fibre solubili e insolubili.

Tra le altre cose, la barbabietola rossa si presta anche in caso di anemia (è ricchissima di ferro), dando maggior vigore a chi la consuma, e tutto questo aiutando ad abbassare il colesterolo.

Infine, come se non bastasse, grazie al suo valore calorico piuttosto moderato è ottima da consumare all’ interno di una dieta che mira a far perdere peso, acquistando energia e combattendo la ritenzione idrica.

 

Gustare il Centrifugato alla barbabietola rossa

Associata alla carota, altra verdura dal colore arancione e gustosa, la barbabietola rossa diventa proprio un ottimo depurativo per i reni.

Vi suggeriamo gli ingredienti per preparare un succulento centrifugato: 

  • 1 barbabietola, 

  • 2 carote, 

  • Mezzo bicchiere d’acqua.

 

Giornata tipo della dieta della barbabietola

Inserire negli spuntini, che siano merenda o quello di metà mattina, un centrifugato di barbabietola rossa: l’apporto di magnesio e vitamina C, ci farà sentire piene di energia.

Le barbabietole in gastronomia

La barbabie­tola da cucina si consuma solamente cotta. Le barbabietole. lavate e spazzolate, si cuociono in forno (preferibilmente quello da fornaio) finché, premendole con un dito, non cedano lievemente sotto la pressione; oppure si lessano in acqua salata, si lasciano raffred­dare, e infine si sbucciano. In molte località si trovano in vendita già cotte in forno.

In Italia le barbabietole si preparano quasi esclusivamente fredde, in insalata, tagliate a fettine o -a ‘dadi e condite con aceto, sale e olio, talvolta cosparse di prezzemolo tritato. Tagliate a dadini, costituiscono uno degli in­gredienti della cosiddetta insalata russa (colo­rano però le altre verdure di rosso).

In Francia si mangiano anche calde, passate al burro, e in Russia fanno parte di una mi­nestra, detta borsc, a base di carne di manzo e di anitra, di cavolo verza e, appunto, di bar­babietola. Le calorie fornite dalla barbabietola, vietata ai diabetici, sono 42 per ogni 100 g di polpa.

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Congelamento

CONGELAMENTO

Le chiazze da congelamento colpiscono soprattutto le parti scoperte: orecchie, naso e dita che si induriscono come se fossero pietrificati; nei casi gravi il congelamento può interessare anche le braccia e le gambe.

Subito prima del congelamento, la pelle può apparire arrossata, ma con il procedere del congelamento la pelle diventa bianca o grigio-giallastra.

Il soccorritore deve:

allentare immediatamente tutto ciò che può rallentare la circolazione del sangue coprire la parte congelata con le mani calde, con indumenti asciutti o coperte 

non strofinare gli arti gelati 

portare la persona colpita in un luogo chiuso quanto prima e immergere la parte congelata in acqua tiepida (non usare acqua bollente) non applicare borse d’acqua calda e non avvicinare il paziente a fonti di calore (un calore eccessivo danneggia i tessuti) 

dare bevande calde (non alcoliche)

Quando il paziente si è riscaldato, esortarlo a muovere le parti colpite. Se occorre, medicare con garze sterili.

Attenzione ai colpi di sole e di calore

COLPO DI SOLE

Il colpo di sole è causato dall’azione diretta del sole sul capo nudo.

I sintomi principali sono:

temperatura elevatissima

forte dolore al capo – stanchezza – assenza o cessazione della sudorazione arrossamento della faccia – cute secca -aumento della frequenza del polso

vomito, convulsioni delirio (solo in casi gravi) fotofobia (al paziente dà fastidio la luce) Per aiutare il malcapitato è necessario abbassare la temperatura corporea immergendolo in acqua fredda (non ghiacciata), fino a farla scendere.

Il soggetto colpito deve stare in ambiente fresco con una borsa di ghiaccio in testa. E consigliabile il ricovero in ospedale.

Un colpo di calore può verificarsi anche solamente in seguito ad uno sforzo fisico in ambiente surriscaldato per persone non particolarmente allenate.

I sintomi sono una sudorazione eccessiva, vertigini, tachicardia, pallore, mentre la temperatura corporea rimane normale.

In questo caso tenete il soggetto in un luogo fresco o almeno all’ombra con i piedi più in alto rispetto al resto del corpo, dandogli da bere dell’acqua.

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Collasso causato dall’assunzione di droga

COLLASSO DA DROGA

Questo è purtroppo un caso sempre più frequente.

I sintomi sono: difficoltà di respirazione, perdita di coscienza, colorito cianotico, miosi, ipotensione, bradicardia, diminuzione della temperatura corporea.

La prima operazione da fare assolutamente è accertarsi se la persona respira.

Se non respira occorre iniziare immediatamente la respirazione bocca-bocca.

Se anche il battito della carotide è assente bisogna praticare anche il massaggio cardiaco.

Anche se la vittima del collasso sta respirando e ha le pulsazioni cardiache, bisogna controllare che non sia in stato cianotico.

Ciò è dovuto ad un insufficiente assorbimento di ossigeno nel sangue. In questo caso bisogna somministrare ossigeno.

Se il soggetto non ha nessuna reazione a uno stimolo doloroso significa che è in corna profondo e occorre l’immediato ricovero in ospedale.

Se invece reagisce in qualche modo ai dolore (gemiti o tentativi di tirarsi indietro) bisognerebbe tentare di sollevarlo con prudenza, osservando ogni segno di peggioramento delle sue condizioni. Bisognerebbe sapere poi che tipo di droga ha preso la vittima: ciò può aiutare molto il lavoro del medico.

É necessario ricordare poi che c’è il grosso rischio che il soggetto vomiti e poi inali nei polmoni una parte di liquido.

Questa aspirazione è estremamente pericolosa perché i liquidi contenuti nello stomaco sono molto dannosi per il tessuto dei polmoni, e il risultato di solito è una “polmonite chimica”.

Accertarsi quindi che la testa del soggetto sia sempre reclinata da un lato e che la bocca e le vie respiratorie siano sempre libere.

Che fare in caso di avvelenamento?

Quando senti male perchè hai assunto sostanze velenose

L’AVVELENAMENTO

Gli avvelenamenti possono avvenire per inalazione (gas o vapori tossici), per ingestione (sostanze chimiche), per contatto (veleni o piante). Ognuna di queste evenienze richiede un trattamento adeguato. AVVELENAMENTO DA INALAZIONE (es. gas da cucina). Per prima cosa assicurarsi di non respirare lo stesso gas per non diventare vittime a nostra volta. Trattenere il respiro e aerare immediatamente il locale, oppure trascinare l’infortunato all’aria aperta. In attesa dell’ambulanza, praticare la respirazione bocca-bocca.

AVVELENAMENTO DA INGESTIONE

Facilmente riconoscibile per i seguenti sintomi: vomito, diarrea, pallore, dolori addominali. Per prima cosa cercare di provocare il vomito, specialmente negli avvelenamenti da funghi o da farmaci. Se l’avvelenamento è da acido o sostanze simili, non somministrare acqua, ma latte o bianco d’uovo, e non provocare il vomito.

AVVELENAMENTO DA CONTATTO DI PIANTE O VELENI

È il più riconoscibile perché le manifestazioni sono cutanee.

Lavare la zona contaminata, arrossata o gonfia. Se il paziente è cosciente farlo bere in abbondanza; se è incosciente, procedere con tecniche di rianimazione.

Ricordate che una stanza carica di gas può esplodere alla minima scintilla: quindi non accendete luci, non suonate campanelli, non entrate fumando ed evitate di provocare scintille. Portate immediatamente il soggetto lontano dall’ambiente inquinato. Se la vittima è priva di sensi, usate la presa così detta del “pompiere”. Prendetelo sotto le ascelle e trascinatelo: è un sistema che permette anche a delle persone relativamente poco robuste di trasportare persone di peso considerevole.

Quando è la terra che ti avvelena

ela un Cimitero Vivente, mortiVomito, Nausea, Mal di Testa?

Tumore al Cervello, Malattie Respiratorie: Gela ti gela

Le morti giovani a Gela, in Sicilia, sono sempre più soventi. Nasce un’inchiesta che porta in tribunale i dirigenti del petrolchimico stabilimento di Gela.

Lo stabilimento ha inquinato suolo e il sottosuolo, abbandonato rifiuti.

Le morte di bambini crescono di numero: concentrazioni di arsenico, cloruro, sopra la media. Ma la lista di petrolchimici in concentrazioni mai riscontrate prima è infinita.

GIUSTIZIA ???

Qui tutti hanno una cosa in comune, scusate meglio dire una persona morta in comune, un familiare, un parente, un amico, il piccolo fanciullo, il giovanotto, tutti con la stessa storia: tumore, cancro, cancro ai polmoni.

Estrazione del petrolio? Quanto è inquinante?

Gli ultimi dati ufficiali: in quella zona il rischio è altissimo, eccessi di mortalità, eccessi di giovani colpiti dal tumore, evidentemente l’inquinamento è tutto lì a Gela: ma la magistratura si perde nel così detto nesso di causalità.

Il nesso di causalità che serve per provare che il tumore che colpisce il 50% della popolazione di Gela è intrinsecamente dovuto allo stabilimento di petrolio.

La petrolchimica, stabilimento di petrolio, chiaramente, demoniaca, dice che ciò può essere dovuto soprattutto ai pesticidi usati nei terreni agricoli per la coltivazione di verdure e frutta che gli abitanti del paese acquistano.

MMmmmmhhh..

UNA RISPOSTA UNA CONCRETA… Qui si Muore…… Aiutate questa gente…..

 GUARDA IL VIDEO SULL’INQUINAMENTO A GELA