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Diete inutili se c’è troppo sale a tavola

Come si può prevenire l’aterosclerosi?

La prevenzione dell’aterosclerosi è basata sull’eliminazione dei fattori di rischio:

  • riduzione dell’apporto alimentare di carboidrati e grassi animali;

  • evitare di fumare, perché anche la nicotina danneggia le pareti arteriose;

  • evitare l’ipertensione.

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Quanti tipi di diabete esistono

DIAGNOSI

Attualmente si distinguono almeno tre diverse forme di diabete:

1) il diabete di tipo 1, in cui la produzione di insulina da parte del pancreas viene soppressa o fortemente ridotta a causa della distruzione delle cellule beta. Si tratta di una patologia autoimmune in quanto legata a una reazione del sistema immunitario contro l’organismo stesso, scatenata da una concomitanza di fattori genetici e ambientali.

2) il diabete di tipo 2: rappresenta la forma di diabete più comune e si sviluppa a partire dai 40 anni di età e colpisce principalmente i soggetti obesi o in sovrappeso con predisposizione genetica alla malattia.

Nel diabete di tipo 2, il pancreas è in grado di produrre insulina (seppur in maniera ridotta) ma le cellule dell’organismo non riescono a utilizzarla in modo efficiente.

3) il diabete gestazionale: è caratterizzato da un aumento dei livelli di glucosio nel periodo della gravidanza.

Questa condizione si verifica nel 410 % delle donne in gravidanza e generalmente tende a scomparire dopo il parto; tuttavia, le donne che ne hanno sofferto presentano un rischio più elevato di sviluppare diabete di tipo 2.

Esistono forme di diabete per così dire “intermedie” fra il tipo 1 e il tipo 2 come il Lada (che insorge in età adulta ed evolve precocemente verso la insulinodipendenza) e il Mody, con diverse forme cliniche generalmente presenti in determinati ceppi familiari.

Il diabete può essere secondario (cioè causato da un’altra malattia, da una terapia o da un incidente).

Criteri diagnostici

Oltre ai sintomi specifici (es: aumento dell’urina e del senso di sete), la diagnosi del diabete è definita dalla presenza di uno dei seguenti valori nel sangue confermati in due diverse misurazioni:

glicemia a digiuno >_ 126 mg/dl in due distinte circostanze e dopo almeno 8 ore di digiuno;

valore di glicemia casuale, cioè indipendentemente dal momento della giornata, 200 mg/dl;

glicemia 200 mg/dl due ore dopo la somministrazione di una soluzione contenente 75 g di glucosio;

emoglobina glicosilata superiore a 6,5 %.

Situazioni di predisposizione al diabete sono l’alterata tolleranza al glucosio (glicemia compresa fra 140 a 200 mg/dl dopo un carico di glucosio) e l’alterata glicemia a digiuno (glicemia a digiuno compresa tra 100 e 125 mg/).